Catania. “Otto mesi, o qualcosa di più. E’ questo il lasso di tempo minimo che intercorre tra la richiesta per ottenere uno stallo stradale per portatori di handicap e la sua concessione”. Le parole del consigliere Giuseppe Catalano pesano come una spada di Damocle sulla testa di una città che continua a professarsi civile. Perché se il grado di vivibilità e onore civico di un territorio si misura anche attraverso il superamento dei disagi che una disabilità comporta, Catania naviga proprio in acque vergognose.
Dopo esser stato contattato da diversi cittadini e aver constatato personalmente quale sia l’iter da seguire per ottenere l’agognato box, Catalano ha intrapreso l’ennesimo viaggio alla ricerca della correttezza sociale e in questo caso anche morale. Perché a rigor di logica non è possibile render ancor più complicata la vita di chi già deve battersi ogni giorno per avere una parvenza di normalità. E già, perché se non bastassero le barriere architettoniche, ad offrir disagio ai portatori di handicap arrivano anche le barriere burocratiche.
Ma Ecco le fasi del lungo percorso verso lo stallo riservato:
Un portatore di handicap con la documentazione rilasciata dall’asl deve richiedere il cartellino arancione presso la polizia municipale, una volta ottenuto il pass deve recarsi all’ufficio traffico urbano e presentare l’istanza per il box. Un impiegato effettuerà autonomamente un sopralluogo, in quanto i mezzi comunali non hanno benzina, e dopo aver verificato la fattibilità della richiesta la pratica viene passata agli uffici della Sostare per la segnaletica verticale e alla Multiservizi per quella orizzontale. Lungaggini a parte, negli ultimi mesi mancano pure i pali segnalatori quindi le attese arrivano quasi all’anno.
“Sono stato contattato da diversi utenti che lamentano che da quasi un anno sono in attesa di un box per invalidi- racconta Giuseppe Catalano ai nostri microfoni- ho presentato un interrogazione a tal proposito, e invitato polizia municipale e tecnici del traffico urbano a fornire chiarimenti in merito alla vicenda. A seguito delle mie sollecitazioni stamattina si è svolto un incontro in cui è venuto fuori che effettivamente l’iter burocratico è troppo tortuoso e crea enormi disagi che ironia della sorte, pagano due volte così le loro già problematiche condizioni di salute. Inoltre oggi nonostante tutta questa burocrazia, non abbiamo la possibilità di verificare che in caso di decesso di colui che utilizza pass e box, i congiunti restituiscano tutto al comune affinchè solo chi ne ha effettivamente bisogno possa usufruirne. Quindi ho chiesto verifiche e controlli incrociati in modo da sanare la situazione.”
E speriamo che così sia, evitando di arenarci nell’ennesimo paradosso civico.
Nicoletta Castiglione

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