di Marco Spampinato

(Catania) – I New Jersey che, dallo scorso 8 agosto, hanno determinato un cambiamento del senso di circolazione su ruote tra le vie D’annunzio, Orlando e Corso delle Province continuano a far discutere. Sull’argomento non fa sconti all’amministrazione Bianco la Confcommercio etnea che, oltre ad organizzare una conferenza stampa “sul posto” proprio stamane si ripromette, tramite il personale impegno del proprio vice presidente Francesco Sorbello, di portare la questione davanti al consiglio comunale cittadino e ai presidenti delle commissioni viabilità e traffico Sofia e Balsamo, prima di indire una serrata di protesta prevista per la mattinata del prossimo giovedì 15 novembre. Confcommercio non transige, e protesta avversando il silenzio dell’amministrazione Bianco, sollecitando una rapida revisione delle scelte operate rispetto, e soprattutto, a quelle variazioni alla viabilità cittadina che, loro dati alla mano, risultano penalizzanti non solo per i propri associati ma per tutti i commercianti di quel nevralgico quartiere. Col fine di far sentire alta la propria voce, e con l’intento di tenere da conto le esigenze di decine di esercenti, e centinaia di cittadini (oltre 200 i firmatari di un documento rivolto a sindaco e assessore di competenza rimasto senza,risposta) Sorbello chiarisce: “Secondo l’amministrazione e la giunta Bianco sarebbe stata attuata la concertazione prima di realizzare questa variante al piano viario della circolazione del traffico ma questo non è vero. Del provvedimento di metà luglio noi di Confcommercio siamo venuti a conoscenza il 5 agosto con le nuove segnaletiche già posizionate.

L’assessore D’agata ci aveva garantito che, se l’esperimento avesse evidenziato esiti negativi, si sarebbe potuto tornare indietro effettuando adeguati correttivi. Così non è stato e, voglio sottolineare che, se in capo a scelte sbagliate si arriva pure a danneggiare il commercio qualora questo morisse con esso patirebbe un danno irreversibile pure la città.

Il commercio e il suo sviluppo, rappresenta una delle anime, e precipua vocazione, di Catania, soprattutto in un quartiere con sessant’anni di vita e nessuna caratteristica storica o architettonica di rilevanza”. “Abbiamo fatto la variazione per ragioni si sicurezza operando, in special modo, sulla confluenza di via Vittorio Emanuele Orlando e Corso delle Province – ribatte l’assessore alla viabilità D’Agata da noi contattato telefonicamente – Proprio in concomitanza di quell’incrocio avevamo registrato troppi incidenti, alcuni dei quali gravi. Certo sostituiremo presto gli ingombranti New Jersey con più adeguati cordoli, inoltre un angolo del marciapiede tra via D’annunzio e Corso delle Province andrà smussato perché crea problemi di circolazione. A nostro avviso riteniamo che se siamo riusciti a evitare situazioni di pericolo il nuovo piano viario è già una soluzione”. “Questa specie di rotatoria serve solo a incrementare ingorghi e stress acustico – interviene tra il preoccupato e l’infastidito, Mirko Benenati orologiaio con bottega a pochi metri dal fatidico ex incrocio, con rotonda, triangolare, della discordia -; la viabilità è peggiorata e adesso si parla anche di lavorare sui marciapiedi. Forse non si vuole dare la giusta attenzione alle esigenze di noi commercianti e degli stessi cittadini”. Nel malcontento generale degli esercenti in protesta, emerge il fastidio e la disperazione per i posti auto che, sembra, verranno ridotti e per la non volontà di ripristinare i semafori nei due incroci nevralgici, adoperando allacci, pali e cabina elettrica già esistenti. Dal canto suo, Rosario D’Agata specifica: “È nostra opinione che, nel tratto in oggetto, ci sia maggiore fluidificazione del traffico, sebbene in orari di punta si formi qualche fila. Non esiste la possibilità dei semafori perché, anzi, pensiamo che vadano ridotti poiché congestionano ulteriormente il traffico. Inoltre, all’uscita di via Vittorio Emanuele Orlando, in corrispondenza del corso delle Province, la visibilità è ridotta dalla presenza delle auto in sosta; ecco perché rimuoveremo alcuni stalli”.

L’assessore non si sofferma sulle ricadute che tali cambiamenti hanno avuto e continueranno ad avere sulle attività commerciali della zona, ma accenna all’opportunità di intervenire sul potenziamento dell’impianto di illuminazione. Giancarlo Tropea, titolare di un negozio di abbigliamento che si affaccia su via Vittorio Emanuele Orlando, si dichiara amareggiato per ciò che l’assessore aveva definito “un periodo tecnico di prova della durata di 69 giorni”. “Le cose, invece, si sono protratte fino ad ora, senza che il sindaco e l’assessore – dice – abbiano visionato i documenti video e fotografici di questo insulso piani di circolazione. Qui, come del resto anche al Lungomare e al Tondo Gioeni, patiamo scelte alle quali da ‘cittadini’ non riusciamo ad opporci; scelte che stanno aggravando sino alle estreme conseguenze il nostro stato di crisi”.


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