Riceviamo e pubblichiamo. Comunicato stampa Confcommercio

“Tradite e bastonate dall’amministrazione comunale le aziende locali. Altro che più luce in città”. L’associazione commercianti di Catania interviene con decisione sulla questione della gestione dell’illuminazione pubblica in città, sulle inadempienze dell’amministrazione comunale e sul rischio di fallimento per credito da parte di un’azienda locale, la Simei S.p.A .

“E’ paradossale ciò che succede a Catania – afferma il vice direttore provinciale dell’associazione commercianti di Catania Francesco Sorbello – con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Il Comune stringe accordi con la ditta Gemmo che è debitrice nei confronti della ditta Simei S.p.A che operativamente gestisce la manutenzione della rete di illuminazione pubblica egregiamente da ben 25 anni. Se carenze ci sono nel servizio di illuminazione pubblica esse sono dovute esclusivamente alle inadempienze dei committenti, Comune di Catania compreso. E questo a Palazzo degli Elefanti lo sanno benissimo. Il Comune di Catania gira le spalle ad una azienda a cui deve, attraverso la relativa ATI, milioni di euro. Un’azienda, tra l’altro locale, rischia di fallire per i crediti che vanta e per tutta risposta, invece dei soldi, riceve mazzate dagli stessi creditori. Sotto gli occhi e con il nulla osta dell’amministrazione comunale la Gemmo annuncia che affiancherà altre ditte alla ditta subappaltatrice (Simei S.p.A) a causa dei disservizi lamentati dal Comune in ordine ai lavori di manutenzione, come se il problema sia riferibile alla incapacità della SIMEI S.p.A a fare la manutenzione. Il problema è che senza ricevere corrispettivi non si può fare alcuna manutenzione, non si possono pagare fornitori ed impiegati. Questo è un mondo che gira alla rovescia! E, forse, a qualcuno fa comodo”.

Quella contrattuale e finanziaria in ordine al servizio di illuminazione pubblica è una questione vecchia, che risale all’inizio degli anni 2000, amministrazione Scapagnini. Oggi il debito del Comune di Catania ammonta ad oltre 9 milioni di euro, comprensivo di capitale ed interessi, e di quasi 600 ml di euro quello che la Gemmo deve direttamente alla Simei S.p.A. Ma il creditore, l’ATI Enel Sole, non ha visto ancora un solo centesimo e di conseguenza neanche la Simei che si occupa materialmente della manutenzione.  In questa situazione risulta oggettivamente difficile pretendere che le cose funzionino.

“La Simei S.p.A rischia di fallire per crediti vantati essenzialmente dal Comune – dichiara Sorbello –  , ma anche dalla Gemmo. Il Comune deve onorare i propri impegni e far si che altrettanto faccia la Gemmo che ha ricevuto denaro dal Comune, mentre non si capisce come quest’ultima ha per due anni incassato e continua ad incassare se non è in regola con i pagamenti nei confronti della Simei S.p.A. Il Comune non ha rispettato i termini di una transazione siglata nel 2010 e non si è riusciti ancora a firmare una nuova transazione con cui l’ATI rinuncia a quasi il 50% del credito a condizione e pur di avere immediata liquidità. In attesa della transazione sia dato un congruo acconto all’ATI piuttosto che assecondare comportamenti non proprio ortodossi.

Chiediamo che anche il collegio dei Revisori dei conti del Comune intervenga in questa vicenda scandalosa che vede soccombere solo l’azienda che vanta i maggiori crediti, la Simei”.

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