Tempo di bilanci in casa Catania. Al termine di una stagione tribolata ma comunque conclusa con la permanenza in Lega Pro, obiettivo fissato dalla dirigenza nella scorsa estate, tanto rammarico per non essere riusciti a fare qualcosa in più. Un organico di valore che ha palesato nel corso del campionato limiti caratteriali, ma anche tecnici, che hanno impedito un’espressione di gioco importante per una salvezza che doveva essere comunque tranquilla ed invece si è trasformata in un incubo. Da Pancaro a Moriero, dai rinnovamenti del mese di gennaio e il crollo del 2016, da cosa ripartire? A commentare tutto questo, in conferenza stampa, il capitano della formazione rossazzurra, Caetano Calil. Queste le due dichiarazioni:

“Una stagione di sofferenza. Siamo partiti bene, anzi benissimo. Nessuno se lo aspettava. Abbiamo finito con la salvezza. Quest’anno dal punto di vista mentale abbiamo avuto dei problemi, non abbiamo fatto in campo quello che ognuno si aspettava. L’obiettivo però era la salvezza, come ci eravamo prefissati ad inizio stagione.  Siamo partiti da zero, nuovi giocatori, nuova dirigenza. Non era facile trovare subito solidità. Alla fine abbiamo dato tutto ed era questo l’importante per poter guardare avanti.

Gli ultimi tre mesi sono stati i peggiori della mia carriera, se fossi stato più in forma e avessi fatto il mio dovere la salvezza del Catania forse sarebbe arrivata prima. Il mio contributo è mancato. Il mio contratto scade nel 2018. Non so quali saranno le scelte della società ma io voglio onorarlo fino in fondo, perché voglio riscattarmi. Pancaro e Moriero hanno lavorato tanto. Anche la dirigenza è stata vicina alla squadra nei momenti critici. 

Nelle ultime partite abbiamo corso moltissimo, al 90′ eravamo cotti… ma davvero abbiamo cercato di fare il massimo. Certo, potevamo rendere di più…

Non dimenticherò mai questa avventura. Quando tra tre anni, spero, il Catania si troverà in Serie A o in Serie B, ricorderò che il punto di partenza è stata la salvezza di quest’anno. 

L’anno prossimo si ripartirà da zero, senza alibi o penalizzazioni. 

Mi piace giocare da attaccante, prima o seconda punta non importa. Ho fatto per tre anni la punta, per sette il trequartista. Io sono uno che cerca di aiutare la squadra, non mi accontento di stare dentro l’aria ad aspettare il pallone. 

Voto alla mia stagione? Mi do un 6,5 perché ho fatto bene nella prima parte, male nella seconda. 

Se fossimo stati più sereni, avremmo potuto fare un campionato molto importante. L’organico è già importante. 

Abbiamo capito che se facevamo bene la tifoseria era un uomo in più per noi. Faccio da tempo questo mestiere, so come funziona. Giustamente quando la squadra va male la tifoseria contesta, funziona così ovunque.

Catania è meravigliosa. L’Etna, il mare, le persone. Si vive serenamente, sto benissimo qui”.

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