CATANIA – Alle “preoccupazioni” sulle procedure per la costituzione della nuova Camera di Commercio del SudEst manifestate nei giorni scorsi da Confindustria e le associazioni sindacali che fanno parte della stessa cordata, sono seguite oggi le dichiarazioni dello schieramento che vede capofila Confcommercio in merito al metodo adottato per il rinnovo camerale.

Su un punto concordano i rappresentanti delle associazioni riunite stamattina in conferenza stampa presso la sede di Confcommercio Catania, le procedure adottate dal commissario incaricato dal Ministero di costituire la macrostruttura, Alfio Pagliaro, sono identiche a quelle seguite dalle altre Camere di Commercio dell’isola. Pertanto le conclusioni, per nulla affrettate, sono chiare a tutti: delegittimando il suo operato, si sta tentando di allungare i tempi per arrivare al rinnovo dei vertici della SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, senza aver costituito prima la nuova Camera di Commercio, il cui Consiglio controllerebbe il 62,5% della società aeroportuale mantenendo all’interno della SAC una rappresentanza importante essendo la maggior azionista. Quindi, le categorie che dovrebbero essere chiamate a guidare il nuovo organismo camerale guiderebbero la stessa SAC.

Non solo, da anni la SAC è guidata da un consiglio di amministrazione eletto, per la stragrande maggioranza, da commissari e da anni questo stesso consiglio persegue l’obiettivo di procedere ad un aumento di capitale con cui di fatto si determinerebbe un indebolimento della quota degli enti pubblici proprietari senza che agli enti ne derivi, nella sostanza, alcun ritorno.

“Quello che sta succedendo a Catania, Siracusa e Ragusa è un unicum che mi sorprende – ha affermato il presidente di Confcommercio Sicilia Pietro Agen, che la Camera di Commercio di Catania l’ha guidata per ben cinque anni – perché procedure identiche o analoghe sono state adottate nel rinnovo di Messina, nel rinnovo di Palermo ed Enna e in quello di Trapani, Agrigento e Caltanissetta, senza che nessuna delle fantomatiche 30 associazioni sollevasse alcun tipo di contestazione. L’unica differenza che mi viene da rilevare nella situazione catanese rispetto alle altre è che dal controllo della nuova Camera di Commercio riunita derivi quasi automaticamente il controllo della SAC. E se tanto mi da tanto…”

Fontanarossa è certamente appetibile, troppi interessi ruotano attorno all’aeroporto catanese. E a pensarla così non è solo Agen.

“Tutto ciò che sta accadendo è pretestuoso – ha dichiarato Riccardo Galimberti, presidente provinciale di Confcommercio –  Non si sta pensando a fare un programma camerale per il rilancio di settori di vitale importanza per l’economia del SudEst quali l’agricoltura e il turismo ne tanto meno per evitare la sparizione delle Camere di Commercio, prestando il fianco al governo Renzi che vuole impossessarsi dei beni immobili e finanziari delle Camere di Commercio virtuose. Invece di lavorare per l’unità e far funzionare l’ente si pensa solo alle poltrone e agli interessi privati. Ecco spiegata tanta attenzione verso l’aeroporto di Catania”

Di ostruzionismo parla anche il presidente di Confcommercio Siracusa Sandro Romano: “Bisogna affrontare il percorso con la massima serenità. La prassi seguita dal commissario Pagliaro è la stessa applicata alle altre province e il commissario è una figura imparziale. D’altra parte  se ci fossero anomalie ci sono enti preposti al controllo e pronti a intervenire, a cominciare dal Mise. Non c’è dubbio, è solo ostruzionismo”.

Questo il comunicato di Confcommercio, a seguire la replica delle trenta associazioni.

“Non si comprende bene il perché della conferenza stampa odierna tenutasi presso la sede etnea di Confcommercio, non vorremmo che ci trovassimo nella classica locuzione latina excusatio non petita, accusatio manifesta“.

Le associazioni apparentate con Confindustria – che giovedì scorso hanno reso nota la loro posizione sulla procedura di costituzione del Consiglio della nuova Camera di commercio di Catania, Ragusa e Siracusa – commentano così quanto detto stamattina in conferenza dai vertici della Confcommercio e ribadiscono come nell’incontro di giovedì non si siano certo chiamate in causa altre associazioni ma avanzato fondati dubbi sull’operato del commissario ad acta, dottor Alfio Pagliaro, per alcuni comportamenti ritenuti non conformi alle vigenti norme in materia (atti che sicuramente possono danneggiare alcune associazioni).

“Come mai adesso interviene Confcommercio a difesa?

E su quali basi Confcommercio definisce Pagliaro «assolutamente imparziale», di quali atti è a conoscenza? Forse atti fino ad oggi agli altri negati? Speriamo proprio di no”, dicono ancora i rappresentanti delle 30 associazioni del mondo produttivo che aggiungono: “Dichiarare poi, come è stato dichiarato, che la mission della nuova Camera di commercio sia tutta finalizzata al controllo dell’aeroporto di Catania significa sminuire pesantemente il ruolo, per noi invece assolutamente centrale, dell’Ente camerale nello sviluppo dei territori e delle imprese della Sicilia orientale, che devono essere sostenute nell’accesso al credito, nei processi di internazionalizzazione, nella digitalizzazione, nell’uscita, in sintesi, dalla lunga crisi economica che sta sempre più mettendo a dura prova il tessuto produttivo di Catania, Ragusa e Siracusa. Ma di tutto questo purtroppo non troviamo traccia nel comunicato odierno di Confcommercio, come se l’unico vero interesse di Confcommercio fosse quello dell’aeroporto a discapito delle imprese del territorio e delle loro esigenze”.

Ma la questione veramente paradossale – evidenziano le associazioni – sta nella lamentela di Confcommercio in merito alla prolungata fase di commissariamento di alcuni enti siciliani, fra cui la Camera di Catania. Non si può infatti fare a meno di osservare come tale situazione di stallo sia stata determinata proprio da Confcommercio che, facendo dimettere i suoi consiglieri qualche anno fa, ha impedito l’elezione del presidente e della giunta. Presto spiegato, quindi, il perché di una anomalia così lungamente protrattasi. Insomma, proprio chi si lamenta di una situazione poco normale ne è stato l’artefice: questa è la realtà in merito al commissariamento di Catania.

“Quanto poi alla corretta osservazione del presidente di Confcommercio Catania in merito all’esistenza di sedi competenti dove denunciare irregolarità procedurali eventualmente rilevate, lo rassicuriamo in merito: ovvio che si sta procedendo in questo senso”, concludono i rappresentanti delle 30 associazioni.

Elenco delle sigle firmatarie: Agci Catania, Agci Siracusa, Ance Ragusa, Associazione Artigiani e piccole e medie imprese Siracusa, AssoImprese Siracusa, Claai Siracusa, Cna Catania, Cna Ragusa, Cna Siracusa, Confartigianato Catania, Confartigianato Ragusa, Confcooperative Catania, Confcooperative Ragusa, Confccoperative Siracusa, Confesercenti Siracusa, Confindustria Catania, Confindustria Ragusa, Confindustria Siracusa, Confimprese Catania, Legacoop Catania, Legacoop Ragusa, Legacoop Siracusa, Sicilia Impresa Catania, Sicilia Impresa Ragusa, Sicilia Impresa Siracusa, Unicoop Catania, Unicoop Ragusa, Unicoop Siracusa, Upla Claai Catania, Upla Claai Ragusa.

 

 

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi