di Chiara D’Amore

CATANIA – Quante volte è capitato di sentire le autorità catanesi lanciare accorati appelli alla popolazione per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici? È indubbio che un maggiore sfruttamento degli autobus di linea porterebbe non pochi vantaggi, basti pensare al decongestionamento del traffico e alla diminuizione della quantità di sostanze inquinanti nell’aria. Fin qui, tutto bene.

I problemi cominciano quando iniziamo a metterci nei panni dei poveri pendolari che ogni mattina, tra ritardi e disagi di vario genere, devono affrontare una trafila che rischierebbe di mandare in tilt anche il sistema nervoso di un insegnante di yoga.

Un caso particolare è quello di piazza Borsellino, meglio conosciuta come piazza Alcalà, centro nevralgico del traffico catanese in cui convergono non solo gli autobus cittadini, ma anche quelli proventienti dai paesi etnei e da altre località dell’isola.

Nello specifico, la strada che costeggia la piazza viene utilizzata come punto di sosta sia dai pullman di linea sia da quelli turistici i quali, una volta fatti scendere i passeggeri, rimangono a sostare in quel punto creando un vero caos. I pendolari sono infatti costretti a dover prendere il proprio autobus in mezzo alla strada, rischiando per la propria incolumità.

Se da un lato la presenza di pullman colmi di turisti rappresenta un segnale positivo per l’economia e per il prestigio della nostra città, dall’altro sarebbe consono che questi defluissero verso zone più ampie, come ad esempio il porto, per poter sostare senza arrecare danno alla cittadinanza.

Sebbene la disorganizzazione a Catania non faccia più notizia, noi non perdiamo le speranze. Invitiamo quindi l’amministrazione comunale a predisporre un più efficace servizio di viabilità con la presenza costante dei vigili urbani, al fine di garantire una “pacifica convivenza” tra  pendolari e turisti in vista dell’arrivo di una stagione che si preannuncia molto calda.

 

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