Catania. Non si fermano le polemiche alimentate dal recente ritorno della questione riguardante presunte infiltrazioni mafiose in seno al Consiglio Comunale. La denuncia, arrivata lo scorso anno dall’ on. Nello Musumeci, sopitasi per parecchi mesi, è ora nuovamente sulle bocche di tutti, e soprattutto sulle pagine delle maggiori testate locali e nazionali. Dopo la pubblicazione dei nomi dei consiglieri indicati da una lettera anonima come protagonisti dello scandolo, la frittata è stata fatta e tirarsi indietro è davvero difficile. diretti interessati e colleghi quindi, sono finiti sulla gogna mediatica, ancor prima che su quella giudiziaria, nonostante ci siano ancora parecchi accertamenti da effettuare. A questo gioco del mostro in prima pagina non ci sta il consigliere Lanfranco Zappalà. Estraneo ai fatti, il suo non è tra i nomi saltati fuori nell’ambito di questa vicenda, ma nonostante tutto, ha deciso di dire la sua, in difesa di una città che ha già tanto patito a causa della criminalità organizzata, ma che a suo dire non deve assolutamente essere affossata per uno scandalo ancora tutto da chiarire e che comunque nella peggiore delle ipotisi non coinvolge l’intero Consiglio Comunale. Al nostro giornale affida il suo amaro sfogo in merito alla vicenda. ” Non accetto…da parte dei GRILLINI O M5S, di sputtanare la mia e la nostra Città su RAI UNO dicendo davanti al Parlamento e quindi a tutta la Nazione, che questa” Città è Mafiosa” Io sono indignato, perché questa Città rifiuta tutto ciò…non si critica così gratuitamente solo per prendere consensi- racconta Zappalà- Bisogna aver rispetto per Catania, per i cittadini e anche per noi consiglieri. Prima di puntare il dito, prima di creare il caso da prima pagina, si sarebbero dovuti effettuare accertamenti nelle sedi opportune, preferibilmente con la massima riservatezza, perchè è troppo facile così distruggere una persona. I rumors di questi giorni hanno creato l’opinione distorta di chi non ha sufficiente conoscenza in materia politica locale, permettendo a molte bocche di dir che necessario sarebbe lo scioglimento del Consiglio per Mafia. Tutto ciò è veramente gravissimo. La commissione antimafia, come avevo già chiesto in passato, affinchè si facesse luce sulla questione, avrebbe dovuto esporre prima in aula e poi ai giornalisti, la situazione. Così  hanno dato in pasto i colleghi coinvolti,  in maniera indistinta a media e a coloro che vogliono sfiduciare il consiglio, sono davvero molto amareggiato.” E la stessa amarezza di Zappalà è la stessa che si respira all’interno del Consiglio Comunale, un simbolo per la città catanese, composto fin’ora da colleghi di maggioranza e opposizione che al di là di tutto hanno sempre saputo andar avanti attraverso costruttive trame di collaborazione. ” In aulo- continua Zappalà- non si parla troppo della questione, non si tratta d’omertà, ma di rispetto per i colleghi che fin’ora si sono distinti per correttezza e trasparenza. Quel che sarà, non tocca a me stabilirlo, chi di competenza sperò saprà fare il suo lavoro correttamente. “

Nicoletta Castiglione

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