Catania. E’ guerra aperta su tutti i fronti. La si combatte tra i banchi dell’aula consiliare e gli uffici amministrativi. Ma soprattutto, ha vissuto una battaglia epica sulle trincee del social network più famoso. La polemica per l’aumento delle strisce blu non si placa. Ma regala momenti di gioia incontenibile agli amanti del trash.  Prptagonista odierna della vicenda più chiacchierata delle sale comunali, una dipendente della sostare, che utilizzando un itialiano alla stregua dei più blasonati film di Totò, ha letteralmente “preso per i fondelli” il Marcantonio dei consiglieri comunali, Manlio Messina, ferendolo prepotentemente nell’orgoglio di fiero condottiere, fresco di vittoria nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale. La trama della storia si riassume brevemente e riguarda quell’aumento più volte valorosamente scongiurato dai consiglieri. Un aumento a loro dire, ingiustificato, che servirebbe solo a riempire pinguemente le tasche del Comune. Soddisfatto del risultato il bel Messina se ne compiaceva condividendo il suo pensiero con gli utenti di Facebook, scrivendo le seguenti parole: “Ieri abbiamo vinto un’altra battaglia riuscendo a bloccare ancora una Volta l’aumento della tariffa delle strisce blu. Ma anche questa Volta non un solo catanese presente a protestare contro questa ennesima porcata targata Bianco. Poi peró tutti bravi a lamentarvi!” E come dargli torto, gli aumenti non piacciono a nessuno, ma lontani dalle agorà greche, i catanesi preferiscono arrivare atavola cunzata, esultando per le vittorie già cotte e mangiate. Ma di vedute diametralmente opposte dev’esser stata la dipendente sostare che, forse ritenendo che il paventato aumento avrebbe aumentato pure il suo stipendio, ha subito infierito sul povero condottiero amareggiato, facendo del sarcasmo il suo spavaldo vessillo.

“Quardade quando è fiero questo consigliere! Dobbiamo faccio gli a plausi!” Ci auguriamo vivamente che “l’itagliano” della signora sia stato solo veicolo utilizzato in tempi di guerra mediatica per confondere il nemico. Rimane il fatto che il messaggio è chiaro e forte. E non passa inosservato. immediata la replica di Manlio Messina, che accusa la dipendente di privilegiare le sue di tasche, a scapito di quelle dei comuni cittadini. Un bel duello, combattuto sul filo della striscia blu. A consolare noi poveri spettatori c’è la speranza che il fulcro della battaglia rimanga il bene comune, e che si utilizzi il buon senso per fronteggiare una politica dalle scelte discutibili che mai come ora sembra brancolare nel buio.

Nicoletta Castiglione

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