Il Comitato Direttivo della CGIL di Catania e la segreteria provinciale, esprimono la loro solidarietà ai lavoratori del Bingo Family di Misterbianco ed esprimono una forte condanna nei confronti della proprietà che, oltre ad aver illegittimamente licenziato i 15 lavoratori che  hanno nei giorni scorsi protestato civilmente, intende esporre denuncia nei confronti dei dirigenti provinciali Filcams e degli stessi lavoratori accusati ingiustamente di aver bloccato, con il loro sit-in di protesta, la sede amministrativa della società.

È questo il contenuto dell’ordine del giorno approvato oggi dal direttivo tenutosi nel salone “Russo” della Camera del lavoro di Catania. Presenti tra gli altri, oltre al segretario generale della Cgil etnea, Giacomo Rota, anche il segretario nazionale Nino Baseotto e il segretario della Cgil Sicilia Michele Pagliaro. Nel documento si legge anche che il sostegno del sindacato va anche al ” compagno Massimo Malerba che, con un articolo pubblicato sul Manifesto, ha difeso l’operato della segreteria provinciale della Filcams Cgil e dei lavoratori, meritandosi, solo per questa ragione, una minaccia di querela da parte della proprietà”. E ancora: “La CGIL si opporrà con tutta la sua forza a qualsiasi forma di ricatto e a qualsiasi forma di minaccia da parte di chi, illegittimamente, ha licenziato dei lavoratori, rifiutando, peraltro, anche l’invito della Prefettura di Catania a reintegrare i 15 dipendenti; ragion per cui nei prossimi giorni ci impegneremo a presentare alla Magistratura competente un esposto a fin che si faccia piena chiarezza sull’intera vertenza e, più complessivamente, nel caso in cui fosse necessario, a ripristinare il rispetto delle regole e della legalità, considerato che alcune vicende legate alla gestione delle attività dei Bingo, in generale, appaiono poco chiare e meritano un appropriato approfondimento”.
Il direttivo ha anche approvato un altro ordine del giorno con il quale la Cgil di Catania esprime sostegno al Comitato No Muos di Niscemi e a tutti coloro che sono stati denunciati (tra loro anche alcuni sindacalisti) “colpevoli” di avere sostenuto una battaglia civica e democratica di altissimo spessore.

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