Sansovini castiga i rossazzurri a tempo quasi scaduto, Martinho sbaglia poco prima il colpo del k.o.

PESCARA – Al 93′ arriva la rete (meritata) di Sansovini, che con una botta strepitosa da più di 30 metri rilancia il Pescara in classifica e fa sprofondare il Catania. Prima trasferta e primo scivolone per gli uomini di Marcolin, incapaci di approfittare della superiorità numerica dopo l’espulsione al 41′ del primo tempo di Pasquato per proteste nei confronti dell’arbitro Pairetto. Partita soporifera a larghi tratti, in cui è comunque il Pescara a far la partita e in cui il Catania fa da spettatore non pagante.

Più di un’ora di gioco in 11 contro 10 non basta al Catania per ricercare la quadratura giusta di una gara sin dall’inizio bloccata per la paura di entrambe le squadre e per il tatticismo eccessivo. Per gli etnei da registrare anche l’inadeguatezza atletica dei calciatori, quasi sempre in ritardo rispetto agli avversari. Bjarnason su tutti per i biancazzurri, sale perciò in cattedra, diventando l’uomo più pericoloso dei suoi, prendendo anche una traversa che gela i circa 50 spettatori giunti da Catania per assistere al match. Incomprensibile l’incapacità degli ospiti di imbastire azioni degne di nota per più di un tempo e mezzo. Di Rosina, al 78′, la prima, vera occasione da rete, anche se il suo tiro, al termine di un’azione di contropiede, non centra lo specchio della porta. Che una delle più conosciute leggi del calcio dice “gol sbagliato, gol subito” sia vera lo testimonia il campo nel momento in cui, al 92′, Martinho imbeccato fortunosamente da Mazzotta dalla sinistra spedisce incredibilmente alto a pochi passi dalla porta e sull’azione seguente è Sansovini, un veterano della serie cadetta inserito da Baroni al posto di un generosissimo Melchiorri, ad uscire dal cilindro il colpo da 3 punti.

Il tabù trasferta continua impietosamente ad affossare il Catania. Che il Pescara, in casa, non fosse un avversario trascendentale, lo si sapeva. La gravità della sconfitta nasce appunto dall’atteggiamento sbagliato, dalla tenuta fisica della squadra ma anche dalle scelte discutibili del tecnico rossazzurro Marcolin. Inspiegabili le sostituzioni di Maniero e Calaiò, giocatori capaci di risolvere la partita (anche se per la verità poco hanno fatto fin quando sono stati in campo). Sarà che in panchina mancano le soluzioni, sarà che il tecnico ha i suoi buoni motivi per essere prudente, alla fine il risultato la dice tutta.

La maturità dimostrata nelle tre gare consecutive in casa, non viene cancellata dalla sconfitta, ma certamente  i problemi legati ad una classifica che piange e non poco per i colori catanesi si acuiscono sempre più.

PESCARA-CATANIA 1-0

MARCATORE: 93′ Sansovini

PESCARA (4-4-2): 1 Fiorillo; 11 Zampano, 15 Salamon, 13 Zuparic, 29 Rossi; 7 Politano (dal 76′ Gessa), 32 Memushaj (K), 24 Selasi (dal 82′ Brugman), 8 Bjarnason; 9 Melchiorri (dal 75′ Sansovini), 25 Pasquato. A disposizione: 12 Aldegani, 3 Boldor,17 Abecasis, 27 Vdroljak, 38 Paolucci, 10 Caprari, 19 Pettinari. Allenatore: Baroni

CATANIA (4-3-1-2) 1 Gillet; 26 Belmonte, 5 Schiavi, 45 Ceccarelli, 43 Mazzotta; 44 Sciaudone (dal 54′ Castro), 21 Rinaudo, 42 Coppola; 10 Rosina, 9 Calaiò (K) (dal 85′ Barisic), 7 Maniero (dal 67′ Martinho). A disposizione: 22 Terracciano, 15 Sauro, 24 Capuano, 8 Escalante, 39 Odjer, 20 Chrapek. Allenatore: Marcolin

ARBITRO: Pairetto di Nichelino

AMMONITI: Selasi, Pasquato, Politano, Maniero, Memushaj

ESPULSO: 41′ Pasquato

 


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