L’assessore ai servizi cimiteriali interviene sul problema delle bare in attesa di tumulazione: “Il problema si è verificato nei giorni scorsi a causa della concomitanza di una  riduzione del personale addetto e al guasto del mezzo che scava le buche nelle fosse comuni”

“Abbiamo già – ha detto l’assessore ai servizi cimiteriali Rosario D’Agata – avviato un piano che ci consentirà di riportare la situazione alla normalità  nel giro di una settimana. Le bare in attesa di tumulazione sono in tutto 47 a fronte, come ha sottolineato il una nota il consigliere Sofia, di di 24 celle frigorifere. Il problema si è verificato nei giorni scorsi a causa della concomitanza di una riduzione del personale addetto e al guasto del mezzo che scava le buche nelle fosse comuni. Adesso abbiamo aumentato il personale  e ciò consentirà di portare le tumulazioni giornaliere da 12 a 15, e il mezzo sta per essere riparato. Va sottolineato poi che, nei casi di bare che devono essere tumulate da parecchi mesi, il problema dell’attesa è legata ai complessi passaggi burocratici riguardanti i cittadini morti in stato d’indigenza e dei quali non sono stati individuati parenti”.

Questa la segnalazione del consigliere comunale Carmelo Sofia: “Ad oltre due anni dalle mie ultime segnalazioni, l’obitorio del cimitero di Catania da giorni resta di nuovo completamente pieno di bare. Feretri su feretri (alcuni da due anni) con i parenti dei defunti infuriati per lo spettacolo che sono costretti a sopportare. La situazione è chiara a tutti e nonostante il difficile contesto in cui operano i dipendenti comunali, che meritano solo encomi, le sale sono completamente piene. Nelle 24 celle frigorifere non c’è più posto e quindi le bare sono posizionate in ogni angolo delle sale. Resta appena lo spazio per un piccolo corridoio con i responsabili dell’impianto costretti a muoversi in fila indiana tra mille disagi. Come consigliere comunale lancio l’allarme e chiedo immediatamente risposte urgenti al Sindaco Bianco che è sempre stato attento a questo tipo di problematiche. Oggi c’è un enorme ritardo sulla tumulazione delle tombe che crea tanta rabbia tra la gente costretta a sopportare, oltre al dolore per la perdita del proprio estinto, pure la visione della bara trattata quasi come merce da depositare temporaneamente in un magazzino. L’ennesimo segnale di come il camposanto sta diventando l’anello debole del piano di interventi voluto dal Primo Cittadino per cambiare il volto di Catania. Adesso serve un segnale forte da parte dei responsabili del cimitero e, qualora fosse necessario, occorre un cambio al vertice nella gestione tecnica della struttura. È fondamentale, quindi, avviare una conferenza dei servizi per far partire tutti gli iter burocratici necessari ad avere un luogo della memoria e del ricordo degno di questo nome. Occorre affrontare tutte le questioni segnalate dai parenti e dagli amici dei defunti: tombe sporche, mancanza di regole, carenza di controlli e continui furti”.

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