Si sono dati appuntamento stamattina in Via Etnea i rappresentanti della filiera agroalimentare, coordinati dai segretari della Fai Cisl, per manifestare davanti alla Prefettura.

Il Sit-in di oggi, nato all’interno di una mobilitazione nazionale, è stato promosso al fine di riportare l’attenzione politica regionale sui problemi del settore agroalimentare che rappresenta il 25% dell’economia del territorio, ma che a causa della crisi e di regole di mercato penalizzanti, sta lentamente soccombendo.

Nel corso della manifestazione, il segretario della Fai Cisl Pietro Di Paola ha consegnato al Prefetto un documento contenente alcune proposte per rilanciare il mondo dell’agricoltura. Tra queste, quella di elaborare una proposta di legge sulla rete del lavoro in agricoltura, affinchè si renda finalmente attuabile e flessibile la gestione del connubio domanda-offerta, in un quadro di trasparenza e incentivazione delle imprese virtuose che rispettano i contratti e le retribuzioni.

In evidenza anche il problema dell’importazione di prodotti esteri a scapito del settore agroalimentare nostrano. Un nodo, questo della tutela dei prodotti locali, che da anni tiene banco e cerca soluzioni concrete. Nel documento presentato oggi quindi è stata sottolineata la necessità di creare una filiera tutta italiana che abbia come protagonisti produttori e fabbriche che garantiscano quel legame con il territorio e sbocchi più competitivi che solo così possono essere ottenuti.

Toccati in corso d’opera anche altri punti delicati dell’economia locale. I sindacati infatti hanno messo ancora una volta in luce la situazione dei 4000 lavoratori forestali della nostra provincia. Secondo Fai Cisl solo un rinnovo contrattuale ed una politica ambientale e di tutela del territorio potrebbe risollevare le sorti del settore che, come quello della pesca, risente fortemente di politiche europee non unitarie le quali, secondo le parti sociali, penalizzerebbero fortemente l’operato dei lavoratori, costringendoli a fare i conti con filiere d’oltreoceano non controllate e pericolose per le tavole dei consumatori e per le tasche dei produttori.

Nicoletta Castiglione

Scrivi