Contenti, allegri e felici. A Catania specialmente. Città della musica che non tradisce le aspettative. 31 dicembre e 1° gennaio tutti in piazza a ballare, a battere i denti dal freddo. E le mani (naturalmente) a ritmo di musica all’interno del teatro “Bellini”.

Con ordine. Veglione dedicato a Lucio Dalla mercoledì sera, con la partecipazione di Antonella Ruggiero, Luca Madonia, Paola Turci, Simone Cristicchi e Ivan Cattaneo sul palco dopo mezzanotte. Lucio Dalla con la nostra parte di Sicilia vantava un feeling particolare: aveva casa a Milo, i primi giorni di marzo 2012, morì a Montreux l’1, il paese venne tappezzato di annunci mortuari. Gli artisti erano accompagnati dalla “Dallaband”, storica formazione del grande cantautore italiano.

La serata in onore dell’artista bolognese rimanda a un altro concerto di Capodanno, datato 1997 e svoltosi nella piazza dell’elefante, quando Dalla cantò le sue canzoni più belle. Brani nuovamente interpretati l’altra sera per dare l’addio al 2014.

Allo scoccare della mezzanotte i cantanti hanno intonato “L’anno che verrà” e negli stessi istanti la piazza è stata illuminata dai fuochi d’artificio di uno spettacolo pirotecnico della Vaccalluzzo (il countdown è stato scandito da dieci “bummi baiocchi”, simili a colpi di cannone). Catania o fa le cose in grande o niente. Piazza Duomo era gremita nonostante il maltempo, con temperature “alpine” e una pioggia fastidiosa. Le condizioni atmosferiche però non hanno impedito a catanesi e turisti (nell’arco della giornata in cerca di un sole che non c’era) di assistere allo spettacolo. Migliaia di persone infine hanno seguito l’evento dal megaschermo montato in piazza Università, a poche decine di metri dal palco. Soddisfazione anche da parte degli organizzatori. Con tra gli altri l’assessore Orazio Licandro.

Da un anno all’altro, con la sola differenza di poche ore, la spensieratezza degli artisti pop incrocia la solennità della musica “classica”. Seppure anch’essa in versione danzante. Come a dire: che ci facciamo mancare? Parliamo del concerto di Capodanno. Non di quello veneziano che offre brani del repertorio nazionale con, tra gli altri, estratti da “Lucia di Lammermoor”, “Nabucco”, “Boheme” e con l’ormai tradizionale brindisi della “Traviata” a chiudere. Né di quello viennese con un invecchiato ma brillante Zubin Mehta sul podio, Neujahrskonzert orfano di Lorin Maazel e Claudio Abbado morti nel 2014, e con le tradizionali musiche della geniale famiglia Strauss. Ma del concerto di Capodanno catanese.

Il teatro “Bellini”, con Francesco Nicolosi direttore artistico fresco di nomina, ha offerto ai fortunati possessori di biglietto, giovedì 1 alle 19.00, un concerto che riproduce in piccolo lo spettacolo viennese. Direttore il già noto Alberto Veronesi. L’orchestra del “Bellini” ha eseguito musiche di Bellini, Rossini e della famiglia Strauss con tanto di “Marcia di Radetzky”. Per onorare specificamente il nostro paese, Veronesi ha intonato alla fine del concerto l’inno di Mameli. Una volta bandito o quasi dalle occasioni più importanti. Adesso proposto nelle occasioni più disparate.

Catania. Da Goffredo Mameli e Michele Novaro a Lucio Dalla e Ivan Cattaneo. Festa per i campioni del divertimento. E mettiamoci pure i predicatori della postmodernità, colti e un po’ snob.

 

Marco Iacona

 

 

Scrivi