di Marco Spampinato

CATANIA – Piove sull’asfalto asciutto. Quattro “sbrizzi”sono e, speriamo, si mantengano tali dovendo partecipare al sopralluogo dell’assessore ai lavori pubblici Luigi Bosco, arrivando su moto d’epoca, che partirà tra poco meno di tre ore, alle 10.30, con inizio della verifica, che include l’annunciata partecipazione, di spunto critico e professionale, di consiglieri comunali, comandante dei vigili urbani e tecnici.

Si partirà dal “torna indietro” di via Petraro, dove si è dato convegno anche alla stampa per, subito dopo, registrare gli auspicati miglioramenti viari in quello che da Tondo, ormai, è divenuto “Nodo Gioeni”. Il problema è che un nodo, va da se, rappresenta sempre qualcosa da sciogliere, o dirimere.  Forse per questo la stragrande maggioranza dei cittadini ci si approccia con sospetto o presunzione di negativi riscontri.

Intanto, per dovere di cronaca, e rifacendoci all’articolo pubblicato nel primo pomeriggio di ieri, registriamo che gli autobus dell’Azienda Municipale Trasporti, almeno quelli monitorati per i nostri lettori tra le 07.00 e le 08.10 di questa mattina, e nel territorio compreso tra il corso delle Province e piazza Europa, viaggiano con puntualità sostanzialmente “svizzera”. Un plauso al presidente AMT, Carlo Lungaro, e allo staff. Se anche i bilanci dell’azienda sono a pareggio, rispetto a quelli in rosso, per diverse centinaia di milioni l’anno, del decennio 1989-1999, qui siamo davvero nella miracolistica e, soprattutto di questi tempi, si tratterebbe di un evento straordinario.

Tornando alla viabilità accenniamo brevemente all’impressione, negativa, che ancora ci destano le barriere, o dissuasori, stradali “New Jersey” che l’amministrazione Bianco, dallo scorso 8 agosto mediante una sorta di “Blitzkrieg”, ha voluto utilizzare per reinterpretare il corso della viabilità nello stretto triangolo, che ingloba solo un mini isolato composto da pochi edifici, determinato dall’incrocio di Corso delle Province, via Vittorio Emanuele Orlando e via Gabriele D’Annunzio.  A parte l’incontestabile idea di estrema provvisorietà e sciatteria d’impatto di queste “barriere”, ingombranti per il ristretto triangolo, che andrebbero bene, in piccolo, da utilizzare per i “cantieri” del Lego o del Meccano, quella che solo più di un mese fa era definita dall’Amministrazione comunale come una “rotatoria naturale” inserita all’interno di una delle zone più trafficate e pericolose del nuovo “centro” cittadino (quello strutturalmente sviluppatesi a cavallo degli anni ’50 e ’70) ci inquieta. Perlomeno nella veste di pedoni. Abbiamo provato e, adesso, possiamo personalmente assicurare che, come segnalatoci da decine di lettori, e da Orazio Grasso, vice-presidente del quartiere “Borgo-Sanzio”, anche l’attraversamento sulle strisce pedonali, tra le altre considerazioni possibili, rappresenta un pericolo anche rispetto a quelli sempre presenti nel disgraziato passato di questo crocevia. Ciò partendo dal fatto che il raddoppio del senso di marcia, organizzato così com’è ora, obbliga il pedone a doversi guardare sia a destra che a sinistra, il che equivale quasi a catapultarsi in una sfida all’OK Corral. Scena che definiremmo fantozziana se non fosse potenzialmente pericolosa per l’incolumità della gente. Ciò avviene quando ci si appresta al “mezzogiorno (automobilistico) di fuoco”. Di sera, o notte, va anche peggio poiché l’inadeguata illuminazione, soffusa ulteriormente dalle fronde degli alberi, non permette una visibilità chiara e di sicurezza  della sede stradale e di chi, eventualmente, dovesse attraversarla a piedi.

Nodo Gioeni, ci siamo quasi.

Già nella giornata di ieri il sindaco Enzo Bianco aveva visitato il “torna indietro” di via Petraro e, poi, la zona dell’ex Tondo, dove la circolazione non ha avuto nessuno intoppo, come da comunicato.  “per quanto riguarda – ha aggiunto il sindaco – il “torna indietro”, secondo i tecnici lo stesso potrà contribuire a snellire fino al 15% il traffico sulla circonvallazione”.

Corsa all’aumento della segnaletica stradale per far si che i catanesi imparino al più presto il nuovo percorso, a parte,  lo stesso primo cittadino, accompagnato dal comandante dei Vigili Urbani, Pietro Belfiore, presente anche oggi, si è soffermato sugli “…Episodi di malcostume da parte di alcuni automobilisti, in particolare salti di corsia. In conseguenza di quanto fin qui annotato, applicheremo degli accorgimenti riguardanti, prevalentemente, i cordoli. Proviamo di evitare che la indisciplina di pochi possa avere conseguenze sulla sicurezza di molti e sulla fluidità del traffico”. Che abbia avuto conto della “Nonna su 500 volante sul cordolo” da noi avvistata nella mattinata di ieri?

“Il torna indietro di via Petraro – afferma convinto l’assessore Bosco – assolverà, e abbiamo fatto verifiche confortanti in tal senso, al suo compito: quello di snellire il traffico per chi, salendo dalla direzione Ognina si immettesse verso il centro incanalandosi lungo viale Odorico da Pordenone e il breve tratto di viale Andrea Doria, per poi immettersi verso il centro, ovvero via Etnea e la zona che porta a via Caronda”. Un traffico davvero molto blando conforta la tesi dell’assessore mentre lui, quasi a scusarsi, ripete, serio, a un paio di colleghi della stampa che lui non è un politico e che, con competenza tecnica, cerca di fare il meglio coadiuvato da una squadra con la quale si trova alla perfezione. Al contempo notiamo un piccolo tratto della via Petraro dove  è ancora al lavoro una ruspa, toglie detriti per abbattere un muro e raccordare il passaggio interno di auto “questo servirà solo gli abitanti di queste poche case e villette, c’è lo hanno chiesto loro” precisa l’assessore. I lavori per questi ultimi 10 metri scarsi di immissione a fruizione dei residenti saranno consegnati a fine ottobre. In moto come, dopo, in auto vinciamo dubbi e perplessità, il nuovo spunto viario potrebbe davvero servire a snellire il traffico del Nodo Gioeni e non ci sono intoppi di sorta. “Abbiamo già impiantato dei segnali che rilevino questo nuovo senso di marcia atto a immettersi nel tratto in cui la via Passo Gravina, entra in città arrivando al Borgo. Altri ne aggiungeremo prestissimo”. In verità, da questo punto di vista e da guidatori, suggeriremmo alla Amministrazione Bianco di operare una segnalazione vistosa il più possibile sempre nel rispetto della regolamentazione delle insegne stradali. Vero è che lo snodo servirà ad alleggerire il traffico di non oltre 100, 120 autovetture l’ora, come previsto dalle varie relazioni tecniche sul tavolo del sindaco, appurato è stato, da noi, che finiti i lavori di pavimentazione di una parte della sede stradale (marciapiede), oltre a quelli famigerati altrimenti detti “…dell’Enel che dovevano finire necessariamente prima dell’inizio delle scuole” la percorribilità di tutto il Nodo Gioeni pare sensibilmente migliorata, apprezzato il fatto che lo stesso Luigi Bosco asserisca “…il successo di questa iniziativa per il miglioramento della viabilità stradale è determinato, anche, dalla correttezza degli automobilisti. Se due auto in sosta si fermano in viale Odorico da Pordenone sulla sede stradale in un senso di corsia e due fanno altrettanto nel senso opposto si potrebbe verificare un rallentamento che prescinde dalle migliorie apportate. Noi stiamo provvedendo con una serie di servizi, puntando sui cordoli, sulla presenza, nei punti nevralgici e negli orari di massimo traffico, dei Vigili urbani ma molto dipende dagli automobilisti”. Certo, siamo d’accordo. Magari i più curiosi evitassero di rallentare quasi a fermarsi in curva per vedere “che sta succedendo” proprio mentre noi finiamo con le interviste; magari auto, o altri mezzi, non si fermassero proprio davanti lo spartitraffico coi cartelli direzionali posto sulla via Passo Gravina poco prima di che questa importante arteria si immetta sotto il ponticello, suvvia si può leggere anche rallentando, non c’è certo Mister Magoo al volante. Si dovrebbe pure intervenire su tutti i semafori pedonali, anche in zona universitaria, o tra la sede del noto gruppo editoriale affiancata da più case di cura, per fare in modo che, tra un attraversamento e il successivo, trascorri o almeno due minuti e mezzo di semaforo verde per i veicoli su ruote che nel caso odierno, davvero ci sono momenti in cui la marcia degli autoveicoli potrebbe congestionarsi quasi solo per l’accensione pressoché costante del semaforo pedonale. Tutti accorgimenti su cui riflettere, probabilmente necessari a dare un senso di compiutezza a questa opera che, ancora, va a definirsi per quanto fruibile dallo scorso martedì. Perplessità e scetticismo vinti, quindi, orologio in mano e attenzione ai volumi di traffico. Vedremo se, e quanto, durerà, auspicando possa trattarsi di una piccola variante sul traffico con rilascio di positivi effetti a lungo termine.

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