Catania è ormai una città immobile alla fermata che aspetta un autobus che non passa mai.

È ferma la città etnea, in tutti i sensi.

A cominciare dall’Amt (Azienda metropolitana traporti), la società che gestisce il pubblico trasporto in città, ormai da tempo, in profonda crisi economica da cui sembra difficile possa risollevarsi.

Da circa una settimana si registra un blackout quasi totale: Catania oggi è ufficialmente una città senza mezzi pubblici. Il servizio già scadente, perché gli autobus sono obsoleti o guasti a causa di una mancata manutenzione, adesso è pressoché assente.

Di recente alcune linee sono state soppresse per mancanza di fondi e per il continuo stato di agitazione del suo personale che non riceve più lo stipendio. L’Amt ha 57 milioni di debito e non riesce più a pagare neppure i suoi dipendenti.

Chi paga le conseguenze di tutto ciò sono evidentemente i cittadini. Ragazzi e anziani privi di patente e di automobile privata. Per alcune linee si registrano attese di due e tre ore perché c’è solo un bus che fa da spola. I disagi sono avvertiti anche dai turisti che devono per forza ricorrere a più costosi taxi. L’interruzione del pubblico trasporto unitamente agli scippi di cui sono spesso oggetto i turisti non sono certamente un bel biglietto da visita per la città amministrata dal sindaco Bianco.

I disagi si riflettono naturalmente anche sul traffico, gli studenti, che prima usavano l’autobus, adesso se non vogliono rischiare di perdere un giorno di scuola si fanno accompagnare dai propri genitori. Quindi altri mezzi privati vanno a confluire e a ingolfare il già saturo traffico catanese.

Le corsie del Brt, realizzate qualche anno fa, quasi sempre inutilizzate, vista la mancanza di bus, hanno ristretto le carreggiate con relativo rallentamento del traffico, e si sono trasformate in piste motociclabili.

Chissà se il sindaco Bianco, che ultimante è in vena di realizzare piste ciclabili, ne sarà contento?

Come può esistere, nell’Europa moderna e tecnologica del 2016, una città senza trasporti pubblici?

Eppure Catania ha raggiunto anche questo triste record.

Ma la questione del trasporto pubblico è solo uno dei problemi che colpisce la città etnea, tutti eternamente irrisolti.

Al problema annoso è quello dei parcheggi non sufficienti per l’intenso parco veicolare etneo (e qui siamo al cane che si morde la coda, se funzionassero i mezzi pubblici, saremmo già a metà dell’opera). Per non parlare dei parcheggiatori abusivi che lottizzano ogni parte della città non ricadente negli stalli blu a pagamento. Il pizzo ai posteggiatori abusivi si deve pagare anche in divieto di sosta e nelle strisce blu quando scade l’orario a pagamento di Sostare. Il cittadino paga senza soluzione di continuità: dal ticket per il parcheggio al pizzo al posteggiatore, dalla tassa all’estorsione, quando è dovuto e quando non è dovuto. La polizia locale che dovrebbe contrastare questo fenomeno non sempre è presente in queste zone che spesso sono ad alto tasso delinquenziale.

Qualche giorno fa si presentava ai nostri occhi una curiosa scenetta. Nel parcheggio sito nello spiazzo prospicente all’ospedale Vittorio Emanuele, in Via Osservatorio, contrassegnato dalle strisce blu, c’erano il posteggiatore abusivo accanto all’addetto di Sostare che chiacchieravano amabilmente. Ci siamo chiesti cosa si stessero dicendo, se la conversazione vertesse sul lavoro, d’altronde erano due colleghi, uno abusivo ma imprenditore che guadagna tutto in nero, e l’altro un dipendente. Entrambi però svolgevano la stessa funzione, si occupavano di far parcheggiare e far pagare gli automobilisti.

Chissà se i catanesi riescono a percepire la differenza tra le due figure, soprattutto quando conversano fitto fitto. Certo ogni volta è un dilemma amletico: il più costoso servizio legale di Sostare o quello più economico del posteggiatore abusivo?

Ci sarebbe ancora tanto da dire su Catania, e l’elenco dei problemi è una lista che ogni giorno è sempre più lunga. Dal manto stradale dove i tombini sono buche, e le buche sono crateri, una città in cui la disoccupazione giovanile e la delinquenza minorile vanno di pari passo, dove i servizi pubblici sono inaccessibili e fruibili solo tramite raccomandazione e ancora e ancora…

Il malcostume, le soverchierie e il disagio a Catania diventano prassi e la prassi costume, sia da parte dell’amministrazione sia, ahinoi, da parte di una grossa fetta della cittadinanza.

E gli amministratori che fanno?

Bianco e Crocetta hanno la fortuna di appartenere allo stesso partito del potentissimo Matteo Renzi, contemporaneamente segretario del Pd e premier del governo italiano, come accadeva solo in Unione Sovietica nel 900, dove quasi sempre i segretari del PCUS sommavano a questa carica anche quella di Presidente del Presidio del Soviet Supremo dell’URSS.

Se non ora quando si potrà sollevare Catania con una congiuntura così favorevole tra potere decisionale e politica?

Sindaco, presidente della regione e premier appartengono tutti tre al Pd e governano il primo dal giugno 2013, il secondo dal novembre 2012 e il terzo dal febbraio 2014.

Renzi lo scorso 30 aprile è stato a Catania e ha riempito di lodi la città etnea.

“Catania è una città bella – ha detto Renzi – l’ho appena visitata dall’alto, piazze, chiese, il rapporto con la cultura romana e greca. E subito pensi in questo teatro alla cultura e quanto è grande il nostro Paese. Un paese di straordinarie bellezze. La parola orgoglio deve tornare a occupare il dizionario della politica. L’orgoglio di essere italiani visto che questa parola è stata poco usata”.

Belle, bellissime parole quelle del premier, Catania è bella e lo sappiamo, ma quando i più elementari servizi non funzionano che ce ne facciamo di questa bellezza?

Cultura, paesaggio e clima sono pregi per i quali non dobbiamo ringraziare Bianco, Crocetta e Renzi. Il premier, in verità, oltre a sperticarsi in sterili lodi ha promesso una pioggia di soldi. Ma i problemi di Catania e della Sicilia intera non sono di oggi e nemmeno di ieri.

Quali sono i fatti concreti e concludenti che ha realizzato questo magnifico trio da quando governa ai diversi livelli?

E pensare che tutte e tre insieme concentrano tutto il potere massimo, possibile e immaginabile.

Per quanto tempo ancora, ci chiediamo, Bianco, Crocetta e Renzi resteranno fermi ad aspettare un autobus che non passa mai?

Nella foto: ieri a mezzogiorno, Piazza Papa Giovanni XXIII, capolinea di numerose linee Amt,  vi era presente solo un autobus.

Vincenzo Adalberto

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