CATANIA – “Catania suonerà le sue campane e le sue sirene anche per ricordare i grandi siciliani che si sono immolati per salvare la nostra terra”.

Così il sindaco di Catania Enzo Bianco ha presentato nel corso della conferenza stampa svoltasi nella Sala Giunta di Palazzo degli elefanti il concerto composto e diretto dal musicista valenciano Llorenç Barber dal titolo “…e si lasciò ascoltare” che avrà luogo il 19 marzo organizzato dall’Amministrazione comunale con l’Osservatorio Euromediterraneo e Centrocontemporaneo, di concerto con l’Arcidiocesi di Catania, la Capitaneria di Porto, l’Autorità Portuale e l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini.
“È la prima volta in Italia – ha detto Bianco – che si fa un concerto con le campane e le sirene del porto, con una partitura scritta appositamente da un grandissimo artista che ha messo in questo progetto tutta la sua passione. Sarà il nostro modo di salutare la Primavera che sta per arrivare ma anche di ricordare le vittime della mafia con qualche giorno d’anticipo rispetto al 21 che è il giorno a loro dedicato. E tutta la città sarà coinvolta”.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, il maestro Barber, l’assessore alla Cultura e al Turismo Orazio Licandro, l’arch. Giovanna Cannata del Museo Diocesano in rappresentanza della Curia, il capitano di vascello Orazio Licciardello per la Capitaneria di Porto e Francesco Nanfitò per l’Autorità Portuale.
Il maestro Barber ha sottolineato come l’essenza sonora di una città sia quella delle sue campane. E’ il loro suono a scandire le ore, ad annunciare le feste, a sottolineare gli avvenimenti importanti. E’ la voce stessa di una città.
“Le campane – ha detto Barber – sono memoria viva che ancora arriva a dire le cose più profonde alla gente. Invece abbiamo fatto la cosa peggiore al mondo: abbiamo dimenticato. Prima abbiamo creato lo strumento più magico e poi non lo usiamo. O usarlo in maniera materialmente ineffabile. Adesso è arrivato il momento di rendersi conto che abbiamo bisogno di un suono speciale”.
Il concerto comincerà alle 20 e durerà circa un’ora. Oltre 150 persone che hanno seguito in questi giorni gli stage del maestro suoneranno poco meno di cento campane, dal Carmine alla Cattedrale di Sant’Agata, da San Nicolò l’Arena a San Francesco di Paola, comprese alcune di quelle civili: Università e Palazzo Tezzano. Dal mare saranno coinvolte il massimo di navi disponibili nel porto per quella data e orario in coordinamento con le autorità portuali. Il concerto sarà inoltre accompagnato da cinquanta colpi a cannone.
“Sabato – ha sottolineato l’assessore Licandro – questo concerto di campane e sirene sarà inserito nell’ambito della Notte Bianca dei Musei, in una città in cui tutto sarà aperto e strati importanti della storia e soprattutto della memoria di Catania potranno riaffiorare. Si tratta di un evento davvero unico, difficile da descrivere ma da vivere in maniera profonda, coinvolgente”.
Il 21 marzo alle 18 nell’auditorium “Concetto Marchesi” del Palazzo della Cultura, il maestro Llorenç Barber e la soprano Montserrat Palacios Prado eseguiranno una performance per suoni e voci. Il sindaco Bianco ha anche proposto che il maestro svolga una lezione magistrale per spiegare alla città la filosofia alla base dei suoi appassionati concerti per campane.

Llorenç Barber, collaboratore di John Cage, è considerato l’introduttore del minimalismo musicale in Spagna. E’ il compositore spagnolo di musica contemporanea che “suona” le città usando le campane e ha eseguito più di 150 concerti urbani in tutto il mondo. Si tratta di vere e proprie sinfonie, costruite secondo precise partiture musicali, mirate e orchestrate in accordo con il suono di ogni singola campana, di ogni elemento musicale disponibile: cori, sirene, bande musicali, percussioni e fuochi d’artificio. Un concerto di musica contemporanea, non uno scampanio a festa. Un evento corale che raccoglie la città e poi la espande nel tempo.
Barber ha detto: “Il campanile è uno strumento magico che ha inscritta al suo interno tutta la storia di un luogo. Quello delle campane è un suono di trasformazione in relazione con la memoria, un suono di transito tra cielo e terra”.

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