di Graziella Nicolosi

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CATANIA –  Si è chiusa ieri alle Ciminiere la prima conferenza nazionale sulla “mobilità sostenibile”, organizzata dal Ministero dell’Ambiente, dall’Associazione dei comuni d’Italia e dall’Amministrazione catanese, con il contributo dell’Unione europea. Presenti nomi di rilievo come il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi.

L’incontro ha visto la presentazione della “Carta di Catania”, definita da Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco della città, “uno strumento strategico, grazie al quale lavorare in modo coordinato su tutto il territorio nazionale per raggiungere l’obiettivo della mobilità sostenibile”.

Il documento, che sarà condiviso dai sindaci italiani, prevede la piena applicazione di due semplici principi: “chi utilizza paga” e “chi inquina paga”. Si propone inoltre di promuovere una mobilità intelligente, sostenibile e inclusiva, chiedendo al governo di attuare azioni concrete per una “mobilità verde”.

“Mi fa molto piacere – ha aggiunto Bianco – che questa Carta nazionale giunga da una città di quel Sud spesso penalizzato dalle politiche dei trasporti. Occorre lasciare ai sindaci a responsabilità per la pianificazione del trasporto pubblico locale. Invece in questo momento in Sicilia, dove le città metropolitane non sono ancora partite, noi amministratori ci perdiamo nei meandri della burocrazia regionale e non abbiamo ancora la possibilità di programmare come vorremmo”.

Nel corso dei due giorni dei lavori sono stati toccati diversi punti: la necessità di potenziare metropolitane, tram, ferrovie suburbane, parcheggi scambiatori, corsie preferenziali, corridoi della mobilità e rafforzare i servizi di trasporto collettivo, in particolare quelli di integrazione intermodale. Si è parlato anche di promuovere gli interventi utili a migliorare la sicurezza degli spostamenti: ampliamento marciapiedi, segnaletica, dissuasori, rallentatori, rotatorie, segnalatori luminosi di velocità, videosorveglianza, diffusione di una cultura della sicurezza. Tra le proposte più innovative quella di realizzare ciclo-stazioni custodite per l’interscambio bici/bus e bici/treno e quella di incoraggiare i dipendenti delle Amministrazioni comunali alla mobilità sostenibile, facilitando l’uso dei mezzi più ecologici e istituendo parcheggi sicuri per le biciclette nelle sedi degli uffici.

Tra gli interventi anche quelli di Antonio Decaro, sindaco di Bari e vicepresidente dell’Anci, che ha parlato dei 18 chilometri di piste ciclabili in Puglia e di un bike sharing  con tremila biciclette, e del sindaco di Messina Renato Accorinti, secondo cui “non si salva il Paese se non si riparte dal Sud, e non si salva il Sud se non si punta sui trasporti”. Pierfrancesco Maran, assessore ai Trasporti di Milano e delegato dell’Anci alla Mobilità, ha sottolineato come occorra investire anche sulle tecnologie. Ne è un esempio lo strumento presentato da Maurizio Pernice, direttore generale del ministero dell’Ambiente che, con l’Anci, ha creato Gims, applicazione grazie alla quale è possibile monitorare gli interventi sulla mobilità sostenibile.

Grande attenzione è stata rivolta al tema delle piste ciclabili.  Per il ministro Delrio, “bisogna  comprendere che si tratta di uno strumento  straordinario di crescita. La ciclabile sul Po, di 670 chilometri, costa  meno di tre chilometri di autostrada e può avere un indotto di 2-300  milioni. Da medico dico che le cure sono tre: quella del ferro, con i treni, quella del mare, e quella del manubrio, rappresentata dalla ciclabilità. Entro i cinque chilometri la bici è il mezzo più efficace ed efficiente e nelle grandi città europee, da tempo, l’auto si abbandona preferendo le due ruote”. “Oggi – ha aggiunto il ministro -, dopo il messaggio straordinario del Papa, non tenere più conto dei problemi legati all’ambiente nelle città diventa un delitto”.

Il sindaco Bianco ne ha approfittato per chiedere di “poter utilizzare i tratti di  superficie della ferrovia che saranno dismessi per far nascere percorsi destinati ai ciclisti”. “Catania – ha aggiunto il sindaco –  vuole diventare la prima città  del sud in cui si sperimenta in maniera innovativa la mobilità  sostenibile.  Nel giro di pochi anni i 45 chilometri di metropolitana cittadina riusciranno a spostare 40 milioni di viaggiatori. Già dal giugno del prossimo anno la metro  collegherà la periferia, cioè Nesima, con il cuore del centro storico,  cioè piazza Stesicoro. Attueremo provvedimenti per favorire l’uso  di auto elettriche e ibride nel centro storico. Incoraggeremo il servizio taxi e le forme private di gestione del trasporto come il car sharing. E  investiremo con convinzione sulle piste ciclabili: un’altra, di due  chilometri, nascerà in settembre sul Lungomare di Catania”.

A chi gli chiedeva come avrebbe convinto a usare il mezzo pubblico i pendolari che ogni giorno si riversano in città con la propria auto dai Comuni vicini, Bianco ha risposto: “C’è un solo modo di convincerli:  facendo loro un’offerta più economica ed efficiente. Faccio l’esempio della linea Brt: se un cittadino sa di poter lasciare l’auto a Barriera e  giungere in centro in dieci minuti senza stress e pagando un prezzo  inferiore a quello che pagherebbe per raggiungere il centro con l’auto e  parcheggiare, non vi è alcun dubbio che sceglierà l’alternativa più  comoda”.

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