Riceviamo e pubblichiamo

CATANIA – I commedianti di nuovo in scena e replicano. Replicano la stessa commedia, lo stesso testo, con le stesse parole, con la stessa enfasi, con le stesse suggestioni, allo stesso pubblico. La commedia ha un titolo,“Risanamento di San Berillo: corso dei Martiri”. Così il progetto di Corso dei Martiri viene ripresentato ancora una volta, saremo alla quinta-sesta replica in 6 anni, come si trattasse di una commedia teatrale. Ci spiace essere, ancora una volta, la voce stonata del coro che si chiede: ma San Berillo quando sarà veramente risanato? Quando vedremo un vero progetto di risanamento del quartiere? E’ la domanda che ci poniamo ritenendo che quello presentato come il “rilancio di San Berillo”, l’area di corso dei Martiri, poco ha a che fare con il vero ed antico quartiere, cioè con quella parte di territorio a sud di via Di Prima che si estende sino a via di Sangiuliano, quel quartiere attraversato da via delle Finanze, emblema del degrado per decenni. Questo è il quartiere antico, con i palazzi abbandonati, pericolanti, in degrado ed ancora sede della prostituzione. Questa è la porzione di territorio dove si sarebbe dovuto intervenire con determinazione, con forza proprio perché è questa la grande ferita, e forse anche la profonda vergogna, della Città. E’ facile pianificare su terreni liberi, senza fabbricati da abbattere, senza centinaia di proprietari da mettere d’accordo, come sarebbe nella vera San Berillo, quella da rigenerare e bonificare. Operazione di cui non si sente parlare, operazione forse troppo complessa per le classi dirigenti che Catania ha avuto negli ultimi 25/30 anni. Quartiere da rigenerare anche ricorrendo a misure amministrative impegnative: avevamo proposto, nell’ambito dell’approvazione del regolamento edilizio, l’attivazione di misure per l’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili in evidente stato di abbandono da almeno un ventennio. Abbiamo suggerito anche un regolamento per l’acquisizione coattiva degli immobili, previa messa in mora dei proprietari e la concessione di un congruo termine per il recupero e la messa in sicurezza dei loro stabili; in caso di loro inerzia l’acquisizione coattiva degli immobili e l’assegnazione al mercato. Complicatissimo, ma non immaginiamo altre alternative amministrativamente meno onerose.
Pur non volendo entrare nel merito delle scelte urbanistiche effettuate che complessivamente ci lasciano perplessi, certamente siamo convinti che Corso dei Martiri non poteva e non può restare così com’è oggi. La riqualificazione l’avremmo immaginata diversamente, ma ormai è inutile parlarne. La scenografia è stata scritta ed i commedianti sono in scena. Però ci viene da sorridere nel sentire certi uomini di corte che parlano “di dimensione futura che può dare un respiro europeo a Catania”.
Già sono di scena i commedianti.

Giovanni Saguto, presidente ASCOM Catania
Francesco Sorbello, vice direttore Confcommercio Catania

 

Scrivi