Catania. Sono tempi duri, tempi di cui non vorremmo scrivere, quelli per l’editoria locale. Piegata alle scellerate leggi di mercato, ai dictat di istituzioni che fagocitano le piccole imprese televisive, spegnendo inesorabilmente i loro segnali. E la lista si allunga, somigliando sempre di più ad una mattanza che miete vittime ad una velocità preoccupante. Oggi tocca a Dchannel, dai più conosciuta come la storica TeleD, costretta a sospendere le trasmissioni e rinunciare al segnale a causa delle nuove norme statali. Ultima solo in ordine di tempo, prima di lei Telejonica, Rete 8, e le traballanti Telecolor e Antenna Sicilia, sull’orlo del baratro ormai da mesi.
A questo proposito i consiglieri alzano la voce, e presentano un’ordine del giorno per affrontare il grave tema della crisi editoriale: “Ormai da diversi mesi assistiamo con particolare preoccupazione alla grave crisi del sistema dell’emittenza televisiva regionale e della città di Catania che ha portato a chiudere i battenti, tra le altre, a testate storiche come Telejonica, Rete8 e Tele D, e mettere gravemente in crisi Telecolor e per ultima anche Antenna Sicilia” – scrivono i consiglieri- “Ogni emittente televisiva o radiofonica, giornale cartaceo oppure on line e, più in generale, ogni canale costretto a chiudere o a restringere il proprio ambito di azione non fa che diminuire gli spazi di dibattito, di confronto delle diverse opinioni e, quindi, di democrazia sia in ambito regionale e locale. Invitiamo quindi la proprietà editoriale di Antenna Sicilia a esperire ogni iniziativa utile a salvare il prodotto informativo e il patrimonio di competenze e alte professionalità frutto di una lunga esperienza acquisita sul campo, sollecitando inoltre il Presidente della Regione, al sindaco e alle forze sociali e alle politiche della città a fare fronte comune per salvare l’informazione siciliana e cittadina mettendo in atto ogni tentativo per creare meccanismi di salvataggio delle testate giornalistiche in difficoltà economica, a cominciare da un congruo stanziamento in grado di finanziare, e rendere finalmente operativa la legge regionale di sostegno all’editoria varata dall’Ars due anni fa”. Un’appello importante quello dei consiglieri, che si unisce al coro di disappunto sollevato in merito alla questione. Che la prossima pagina possa esser scritta con speranze ben auspicanti? Noi ce lo auguriamo di tutto cuore..
Nicoletta Castiglione

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