“Sul caso Consorzio di Bonifica 9 chiediamo un incontro urgente con il presidente della Regione, l’assessore regionale all’ Agricoltura, il commissario straordinario. Siamo pronti ad ogni possibile azione sindacale a tutela dei lavoratori e dell’ente. E sin da lunedì prossimo saranno proclamate manifestazioni di protesta eclatanti”.
 
Non usano mezzi termini il segretario generale della Flai Cgil di Catania, Alfio Mannino, e le Rsa del Consorzio di Bonifica 9, Agatino Mazzeo ed Emanuele Sciascia. In una lettera inviata al direttore generale del Consorzio, al presidente Crocetta e all’assessore regionale all’Agricoltura, la Flai sottolinea il “rischio sfascio” dell’ente. 
 
 
Proprio mercoledì i lavoratori – gli stagionali a Catania sono 140-  hanno dato vita ad una manifestazione molto partecipata nella sede di via Centuripe, al termine della quale sono scaturite alcune importanti richieste ufficiali. “La vertenza del Consorzio di Bonifica 9 Catania rischia di diventare una vera e propria emergenza, dalle tragiche quanto incontrollate ripercussioni economico e sociali. – si legge nella lettera- Questa consapevolezza deriva dal quadro, poco confortante, espresso dalla dirigenza consortile nell’ultima riunione avvenuta la scorsa settimana in merito all’indirizzo politico dato dal Commissario straordinario, o sarebbe meglio dire, dall’assenza di indirizzo da parte di quest’ultimo e dall’assessorato regionale all’Agricoltura”.

La Flai segnala anche ” mancanza di strategie in grado di affrontare il mutato scenario politico, economico e sociale” , e ricorda che da anni il sindacato lancia allarmi a proposito di una mancata efficiente organizzazione del personale, di una mancata programmazione annuale dell’impiego dello stesso personale a tempo determinato necessario ed essenziale per effettuare le manutenzioni ordinarie per avviare la campagna irrigua; dell’assenza di un intervento strategico in merito alla riscossione dei contributi consortili e di un piano di razionalizzazione della spesa relativa alla gestione ed erogazione dei servizi.

“E se a tutto questo aggiungiamo il ritardo e la diminuzione delle risorse per trasferimenti da parte della Regione e una potenziale diminuzione della percentuale di incasso dei contributi, – continua la lettera firmata da Mannino, Mazzeo e Sciascia- non possiamo non essere preoccupati dei risvolti economico-sociali che scaturiranno dalla fallimentare gestione politica e amministrativa dell’ente di bonifica catanese e dalle mancate risposte registrate sino ad ora rispetto alle nostre richieste. La nostra preoccupazione non è solo volta a tutelare i livelli occupazionali ma innanzitutto a salvaguardare la funzionalità dell’ente, perché senza una irrigazione adeguata dei nostri terreni agricoli viene compromessa l’intera agricoltura catanese. Una campagna irrigua adeguata presuppone una attività di manutenzione delle reti fatta nei tempi giusti;  non di certo come è accaduto l’anno scorso, quando le manutenzioni sono state avviate nel mese di giugno , mese in cui invece bisogna irrigare i campi”. 

 
RMDN
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