di Marco Spampinato 

CATANIA – Riuniti in un bar del Lungomare, in un giorno dove manca la “liberazione” a favore della ciclo pedalata domenicale, i rappresentanti dei vertici di Confcommercio Catania iniziano la loro conferenza stampa tra pochi giornalisti e diversi commercianti, a dispetto della giornata di sabato e dell’orario, di lavoro, mattutino.
Si definiscono “Arrabbiati ma assolutamente determinati a fare chiarezza”.
Si sono presentati  con questa premessa per chiedere, ancora una volta all’Amministrazione comunale, di dialogare e confrontarsi sui provvedimenti che riguardano la viabilità in via D’Annunzio e al Lungomare di Catania.
Provvedimenti mal digeriti dai commercianti e dai residenti, ritenuti “un fallimento” per definizione di tanti, e lo dimostrano i dati e le foto in possesso di diversi esce ti aderenti all’associazione.
I vertici di Confcommercio Catania, nell’intervento del suo presidente provinciale Riccardo Galimberti, rispediscono al mittente le accuse che li hanno visti definire “retrogradi” ribadendo che, in associazione sono per il cambiamento ma ragionato e studiato a tavolino, tenendo conto delle categorie produttive del territorio e delle esigenze della popolazione.
“E’ tutta questione di metodo – ribadisce Galimberti – Il confronto preventivo in una logica di rivisitazione delle proprie posizioni. L’Amministrazione Bianco non può prescindere dai risultati, finora fallimentari, e certo non gli fa onore trincerarsi dietro gli spiacevoli accadimenti per evitare il confronto sulle soluzioni.  La pubblica amministrazione deve prevedere, prima di avviare ogni iniziativa, un criterio di  valutazione degli effetti ed impatti provocati, ivi compreso quello commerciale. Il commercio deve essere considerato quale strumento, forse il principale, per mantenere l’ambiente urbano vivo e vitale, per lottare il degrado urbano. Un’amministrazione che non tiene conto dell’impatto commerciale non ci troverà mai in sintonia, nell’interesse della Città. Per questo abbiamo sempre chiesto al sindaco e agli assessori di competenza un confronto costruttivo sul quale gettare le basi del cambiamento, naturalmente per il bene della città e della popolazione”.
Ed ecco allora il loro modello di città, proposte semplici e attuabili in tempi brevi aspettando i grandi progetti contenuti nel Piano regolatore. “Vogliamo flussi veicolari scorrevoli, non siamo per le code e per il caos – puntualizza Francesco Sorbello, vice direttore di Confcommercio Catania -. Non serve a nessuno, è un danno per tutti, nè auspichiamo a un modello di parcheggio basato sulla doppia fila: crea stress agli automobilisti, ai clienti, ai negozianti. Innanzi tutto occorre fare un distinguo tra i flussi veicolari e trattarli diversamente – spiega Sorbello -. I flussi collegati alla fruizione dei servizi commerciali, direzionali, sanitari a cui corrisponde solitamente una sosta breve che deve essere “garantita” il più possibile e i flussi veicolari collegati allo svolgimento di attività a cui corrisponde solitamente la cosiddetta “sosta lunga” che deve essere scoraggiata in alcune zone della Città, inibendo l’utilizzo del biglietto da mezza giornata ” (la sosta dei titolari di attività e dei dipendenti  di uffici ed attività direzionali in genere, per intenderci).
“Occorre pertanto lavorare a un modello di sviluppo della mobilità che assicuri alternative ai fruitori della città” conclude lo stesso Sorbello.
Tornando alla viabilità di via Gabriele D’Annunzio e corso delle Province, di cui tanto si è discusso in questi giorni, Confcommercio parla di un flop, provato dai risultati estremamente negativi registrati a 75 giorni dalla sperimentazione:  per il commercio un calo del 35% dei ricavi – valore che non ha eguali in nessuna altra parte della Città – residenti scontenti  e viabilità caotica.
Le soluzioni possibili le illustra con pacata chiarezza il presidente di ASCOM Catania Giovanni Saguto: “Si è proposto di mettere un semaforo all’incrocio D’Annunzio – Province, al fine di assicurare sicurezza stradale nelle ore serali e notturne, come chiede l’assessore alla Viabilità D’Agata, così da poter ripristinare la precedente viabilità”.
Non è andata certamente meglio al Lungomare, dove Confcommercio ha registrato un altro insuccesso dell’amministrazione, come spiega Dario Pistorio, presidente FIPE Confcommercio: “Non abbiamo mai detto di essere contrari alla chiusura, la riteniamo possibile ma non come ha fatto l’Amministrazione Bianco. Abbiamo documentato con le foto la desolazione al parcheggio Sanzio domenica pomeriggio, in occasione dell’ultima giornata di Lungomare liberato, il bus navetta che parte e arriva vuoto dal parcheggio, il 90% in meno delle presenze domenicali al Lungomare, non è chiaro che, dopo 5 giornate domenicali trascorse applicando questa formula le famiglie non gradiscono la proposta comunale per come è concepita? Per non parlare delle attività economiche penalizzate: meno scontrini fiscali per bar e gelaterie rappresentano la cartina tornasole della riuscita, o meno, di questo tipo di iniziative. Infatti un numero inferiore di scontrini dimostra che l’area non è frequentata come prima, mentre uno scontrino medio inferiore o superiore dimostrerebbe un diverso target di utenza. E la mancanza di bagni chimici, panchine, verde pubblico e la messa in sicurezza di marciapiedi e parapetti lato mare. Ecco, noi proponiamo di dedicare alla chiusura e pedonalizzazione la corsia est del lungomare e la corsia ovest lasciarla aperta al flusso veicolare”.
Senza dimenticare i ciclisti, ovviamente, sottolinea  Confcommercio nel comunicato che sintetizza quanto trattato in conferenza, per i quali ci si augura percorsi ciclabili ove possibile, per rispettare la cultura dell’utilizzo delle due ruote.
“Potrebbe essere una prima soluzione da verificare – aggiunge Francesco Sorbello – quella di riprendere la pista ciclabile di via Di Prima e farla passare da piazza Duomo, risalire via Etnea, allungarla dall’altra parte fino alla Stazione, al viale Africa e al  Lungomare – Ognina. Noi siamo per una città a misura d’uomo e mobilità sostenibile, abbiamo promosso l’acquisto tra i nostri associati delle rastrelliere porta biciclette già con l’Amministrazione Stancanelli;  utilizziamo in ufficio il servizio di bici – express per le consegne postali in Città”.
E per concludere, e togliersi ancora un sassolino, risponde a chi ha chiesto dove fosse Confcommercio quando nell’hinterland di Catania nascevano uno dopo l’altro i grandi centri commerciali “Ci siamo sempre battuti contro il proliferare di centri commerciali. Alle conferenze di servizio, così come scendendo in strada, ci siamo sempre opposti, ed è tutto documentato. Davanti al cambio di destinazione d’uso di un terreno non c’è niente di illegale ma davanti ai poteri forti di certa politica anche Confcommercio può uscire sconfitta”.
Nello stesso tempo, anche a Palazzo degli Elefanti, nel corso della affollata conferenza stampa relativa alla presentazione del Piano Urbano di Attuazione lo stesso sindaco Enzo Bianco specificava che pur interessando un’area vastissima di ben 1 milione 243mila metri quadrati (con area edificabile di 103.000 m2. Ndr) con “…l’attuazione del PUA non sarà consentita l’edificazione di un anche un solo ulteriore ipermercato così come precedentemente concepiti e realizzati. Quelli esistenti sono già troppi e in totale antitesi con le direttive che il consorzio di imprese dovrà seguire nella realizzazione di questo progetto di primaria importanza per lo sviluppo di lavoro e attività produttive. L’unica struttura commerciale sarà concepite in maniera da aderire a una politica di riqualificazione ambientale moderna, funzionale, calata in un territorio verde che punta su parco urbano e servizi di alto profilo qualitativo”. Su questo, riteniamo, che l’Amministrazione comunale possa trovarsi nella medesima posizione concettuale di Confcommercio. Ma il PUA, l’approvazione alla Regione Siciliana, e la sua presentazione in conferenza stampa rappresenta un altro argomento, è un articolo che vedrà la luce domani.

M.S

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