CATANIA − I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, nell’ambito di un articolato servizio volto alla repressione dell’abusivismo nel settore turistico-alberghiero, hanno effettuato un piano di controlli nei confronti di strutture ricettive operanti nel capoluogo etneo (Bed & Breakfast, affittacamere e case vacanza).

I controlli delle Fiamme Gialle sono scaturiti da un’analisi del particolare settore imprenditoriale che, negli ultimi anni, ha registrato una crescita esponenziale di strutture alloggiative di vario genere, spesso pubblicizzate anche su siti internet che operano mediante prenotazioni on line.

In tale contesto, si è dato avvio a una serie di riscontri acquisendo l’elenco completo delle strutture regolarmente autorizzate a operare sul territorio del capoluogo, grazie alla proficua sinergia intercorsa con il Comune di Catania che, attraverso la Direzione Sviluppo Attività Produttive e Nucleo Tributi, ha intensificato l’azione di controllo sul corretto adempimento dell’imposta di soggiorno da parte degli operatori del settore.

Gli elementi acquisiti dai finanzieri, sia attraverso il monitoraggio dei siti internet sia   mediante accertamenti, sopralluoghi e altre attività investigative, sono stati quindi incrociati con le risultanze delle banche dati dell’anagrafe tributaria. A conclusione di tali approfondimenti è stato avviato un massiccio piano di controlli nei confronti di esercizi operanti in diversi quartieri della città, nelle zone più centrali e a maggiore vocazione turistica, ma anche in quartieri più periferici ovvero nella zona della scogliera.

I finanzieri del Gruppo di Catania hanno verificato la presenza delle previste autorizzazioni comunali (SCIA), il rispetto della normativa di pubblica sicurezza concernente la trasmissione alla Questura dei nominativi dei clienti alloggiati, nonché l’assolvimento degli obblighi fiscali, con specifico riguardo alla contabilizzazione delle presenze ai fini delle imposte sui redditi ma anche ai fini dell’imposta di soggiorno prevista dall’apposito regolamento approvato nel 2011 dal Consiglio Comunale di Catania.

I controlli hanno consentito di individuare 17 strutture completamente abusive, cioè sprovviste delle necessarie autorizzazioni rilasciate dal Comune e non in regola con gli obblighi tributari. Sono stati constatati redditi non dichiarati al Fisco per oltre 200 mila euro relativi a presenze di clienti non contabilizzate in tutto o in parte. Nella quasi totalità dei casi, inoltre, i titolari delle strutture non avevano adempiuto agli obblighi di comunicazione al Comune ai fini dell’imposta di soggiorno. Ammontano a circa 4000 le presenze rilevate presso le strutture ispezionate e segnalate al Comune di Catania ai fini del recupero dell’imposta di soggiorno nei confronti dei responsabili delle attività ricettive.

Infine, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria 16 titolari di attività per aver omesso di comunicare alla Questura i nominativi dei clienti alloggiati presso la propria struttura, ovvero per aver effettuato dichiarazioni mendaci circa il numero di posti letto autorizzati.

In proposito, va evidenziato come la presenza di strutture abusive o non perfettamente in regola – sovente lamentata da operatori e associazioni del settore – oltre a determinare una consistente evasione fiscale, crea una “concorrenza sleale” con le attività regolari, alterando il mercato e determinando rischi per la sopravvivenza di chi opera nella legalità. Va anche sottolineato che la presenza di strutture abusive o irregolari non consente un esatto computo delle presenze turistiche in una determinata area, falsando anche i dati e i resoconti del settore turistico-alberghiero nel capoluogo.

I controlli continueranno nei prossimi mesi e saranno intensificati in previsione della stagione estiva, anche nei confronti di strutture alberghiere di maggiori dimensioni.

Confcommercio Catania e Confcommercio Sicilia, a nome dei rispettivi presidenti Riccardo Galimberti e Pietro Agen,  non possono che plaudire all’operazione della Guardia di Finanza, un grosso passo avanti per ripristinare la legalità nel settore alberghiero, anche grazie a una serie di esposti e denunce che avevano messo in luce un sommerso arrivato a livello spaventoso. Questo è un segnale forte, che va nella direzione giusta. Confcommercio è pienamente disponibile ad aiutare chi voglia mettersi in regola  e giocare secondo le regole di mercato ma è altrettanto pronta ad andare avanti con la politica della denuncia nei confronti di chi vuole fare dell’evasione fiscale e dell’illegalità un sistema di concorrenza sleale. Il turismo deve crescere nella legalità e nel rispetto delle regole.

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