Marco Tomaselli

Abbiamo trattato diffusamente, e a diverse latitudini, l’atavica questione del quartiere San Berillo, che per la portata e l’indecifrabilità delle sue implicazioni ha assunto a pieno titolo le dimensioni di affaire. Ne abbiamo sottolineato soprattutto un certo immobilismo politico, nei fatti e nella percezione generale di chi il quartiere lo vive quotidianamente. Adesso, dopo la seduta straordinaria del Consiglio comunale del 14 luglio scorso, sembra muoversi qualcosa. Il sindaco Bianco ha dato molta importanza alla presentazione del master plan, dei progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana, definiti  “un momento importante, un grande progetto di rigenerazione urbana come questo di corso dei Martiri che dagli anni ‘50 aspetta di essere realizzato e che incide profondamente sull’assetto urbanistico cittadino, non poteva che essere sottoposto al Senato della città”. Il progetto prevede un grande parco urbano di oltre due ettari e un generale aumento degli spazi pubblici rispetto al disegno originario.

Progetto che prende luce da un referendum molto discusso indetto dal quotidiano La Sicilia nell’estate del 1949 e poi sfociato in un contenzioso senza fine tra Comune e Istica, la potente società che ebbe l’appalto a condizioni fin troppo favorevoli. Per Bianco comunque “siamo a una svolta positiva, un passo concreto verso la realizzazione di questo progetto che realizzeremo, con l’ascolto di idee e proposte, per ottenere il maggior vantaggio per la Città. In questi giorni si stanno presentando i progetti definitivi per le  opere di urbanizzazione primaria e dei servizi pubblici che noi  abbiamo voluto fossero prioritari al resto, puntando sulla qualità. Ci impegneremo perché i primi cantieri per realizzare la parte a verde  aprano entro fine anno e comunque valuteremo insieme all’Anac  quale sia la procedura ottimale che i privati dovranno seguire, a  evidenza pubblica o meno, per agire rapidamente nelle massima trasparenza e legalità”.
Curatore dei progetti di  riqualificazione è il celebre architetto Mario Cucinella, che ha così presentato la filosofia del nuovo corso dei Martiri: “Occorre un  patto sociale per progettare il futuro della Catania che verrà nei prossimi decenni. Puntiamo a un’urbanistica di qualità con una ramblas a verde che dal corso Sicilia, a pochi passi da via Etnea, sbocchi al mare nel terminal della stazione centrale che anch’esso va rigenerato e riqualificato. La nostra idea è quella di  connettere parti diverse della città con servizi pubblici e privati  che funzionino facendo di questa grande area un nuovo centro cittadino  moderno e attrezzato che recuperi il senso dell’urbanistica di qualità puntando a recuperare il rapporto col mare com’è accaduto a Barcellona o a Genova”. Gli abitanti del quartiere sperano, ma col passare degli anni con sempre minor convinzione, che non sia l’ennesimo atto di propaganda ma il primo, deciso, di volontà politica.

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