Riceviamo e pubblichiamo da Confcommercio Catania

CATANIA – “Sebbene non ci meravigliano più le incredibili ed allucinanti dichiarazioni dell’assessore d’Agata ci troviamo costretti a smentirlo, categoricamente, ancora una volta. Confcommercio non si è mai dichiarata d’accordo, né lo ha mai concordato, di dare seguito ad un piano viario che ha contestato sin dall’inizio.  Infatti: a) ad inizio dicembre abbiamo ringraziato il sindaco per il ripristino del vecchio piano viario fino al 5 gennaio, che, come dallo stesso dichiarato, serviva a dare una boccata d’ossigeno ai commercianti;  b) abbiamo nel contempo auspicato e chiesto che quel periodo di dicembre si utilizzasse per studiare, come ci aveva prospettato lo stesso D’Agata, un piano viario dell’intera area Nord,cosa che, invece, non è avvenuta. La posizione ufficiale di Confcommercio, peraltro, è stata inequivocabilmente ribadita nella riunione del 17 dicembre con la commissione consiliare permanente viabilità presieduta dal consigliere Carmelo Sofia.  La stessa commissione, inoltre, ha redatto ed approvato all’unanimità un documento con il quale, richiamando la posizione di Confcommercio e dei commercianti, ha chiesto al sindaco e agli assessori D’Agata e Mazzola di sospendere il nuovo piano viario sino alla redazione di un nuovo e “concordato” piano nell’area Nord della Città. Il documento è stato inviato anche all’assessore D’Agata! Se ne è forse dimenticato? Perché non fa richiamo a questo documento ufficiale del 19 dicembre?  Non lo cita perche il documento è sin troppo chiaro ed inequivocabile? Spieghino, invece, assessore e sindaco, perché disattendono l’univoca richiesta di sospensione del nuovo piano viario formulata all’unanimità dai componenti di ben tre organismi rappresentativi della Città: 3 municipalità, commissione consiliare viabilità, commissione consiliare commercio. Lo spieghino! Vero, inoltre, è che l’assessore D’Agata non ha rispettato quanto promesso il 5 agosto di fronte ad una decina di commercianti: di ritirare il nuovo piano viario qualora, finita la fase sperimentale, avesse creato ripercussioni negative al commercio, così come è stato”.

 

 

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