Catania. In via di prima si raccolgono ancora le macerie e ai danni si sommano le polemiche. Polemiche di una storia annunciata, quelle di un quartiere che da troppo tempo combatte contro l’incuria del tempo e di un’amministrazione sorda alle richieste degli abitanti. strade chiuse e palazzine sgomberate, annunci tardivi di messa insicurezza che si amalgamano a controlli e proclami del sindaco che certamente dovevano avvenire prima dello sgretolamento delle mura di una zona della città che vive la mancanza di cure e premure da parte delle istituzioni comunali. Perchè c’è poco da fare, in certi casi l’etichetta è un biglietto da visita che non lascia scampo. San Berillo, nido ancestrale di prostitute e travestiti, è una di quelle cartoline catanesi che i politici tendono a voler dimenticare. E così la frittata è fatta,e il morto non c’è scappato per mera fortuna. Siamo andati a visitare le vie del quartiere, e abbiamo raccolto lo sfogo di coloro che ancora oggi, a dispetto di tutto e di tutti, ancora popolano gli edifici malconci situati nel cuore della città. Qualcuno li ha definiti i fantasmi di San Berillo, creature quasi mitologiche che sono l’anima stessa del quartiere. Oltrepassando il muro del pregiudizio costruito dal mattone impregnato dall’essenza di una professione antica come il mondo abbiamo ascoltato le loro voci e le loro proteste. “Siamo scomodi per il comune, chi sta in alto vorrebbe che affondassimo con questa nave” bisbigliano scocciati.

“Da tempo facciamo richieste di messa in sicurezza, chiediamo che il sindaco per lo meno ristrutturi  i palazzi più antichi, che sono di proprietà dell’amministrazione, ma qui si ha la sensazione che faccia quasi comodo farci sgomberare tutti e liberare le case, a costo di vederle andare in frantumi piuttosto che darci una mano”

Affermazioni dure, cariche del peso di un rapporto difficile e da sempre conflittuale con il resto della società, quella che si definisce per bene. Prendere posizione non è semplice. Da un lato le storie disperate di chi ha scelto la mercificazione del proprio corpo dall’altra il comune senso del pudore e della presunta legalità che dovrebbe prevalare su tutto. “E’ ridicolo- gridano a gran voce- E’ crollata un’abitazione e vogliono approfittare per buttarci fuori tutto, facendo ricadere su di noi le loro colpe e il loro menefreghismo.”

“Siamo intervenuti subito per mettere in sicurezza la palazzina, ora occorre controllare tutti gli immobili dell’area e ho già chiesto il supporto dei Vigili del fuoco” ha detto Enzo Bianco al termine di un sopralluogo accompagnato dall’assessore all’urbanistica Salvo Di Salvo, dal comandante del Corpo dei Vigili urbani Pietro Belfiore e dai tecnici comunali.  Bianco ha visitato l’area in cui avevano preso il via i lavori di demolizione di alcune parti ancora pericolanti della palazzina.

“Il nostro primo obiettivo – ha detto Bianco – è mettere in sicurezza l’area e sono parecchie, oltre a quella crollata, le costruzioni fatiscenti che potrebbero aver subito danni per le recenti piogge. Dopo aver sentito sia gli assessori Bosco e Di Salvo, sia i tecnici comunali, e dopo averlo constatato con i miei occhi, è risultato evidente che è indispensabile avviare un’ immediata ricognizione degli edifici da parte dei tecnici dell’Ufficio pubblica incolumità del Comune di Catania. Si tratta di un compito ingente e poiché è indispensabile procedere con la massima celerità ho chiesto  l’aiuto dei Vigili del fuoco chiamando personalmente il comandante Verme e voglio ringraziarli di cuore per la loro disponibilità”.

“Stiamo mappando – ha aggiunto il Sindaco – la situazione di San Berillo, che è molto degradato, per adottare i provvedimenti urgenti e necessari, compresa la demolizione degli edifici pericolanti. Inoltre stiamo accelerando la pratica riguardante la Variante del Centro storico della città che consentirà interventi di tutela del patrimonio edilizio esistente ma anche interventi demolitivi e ricostruttivi per quegli immobili pericolanti e senza alcun valore architettonico”. Ma per i residenti del quartiere questa è solo una strategia tardiva per nascondere la polvere sotto il tappeto.

Ed ecco che si ripropone il problema più etico che civico della prostituzione a cielo aperto. Un’altra zona della città, seppur in termini diversi vive lo stesso dramma. A parlarne il consigliere Erio Buceti, che affronta con la stampa le difficoltà del quartiere di San Nullo.
Prostitute in piena attività, appena si fa buio, lungo la circonvallazione con spiazzi e slarghi a San Nullo, Trappeto Nord e Cibali che si trasformano in alcove per il sesso a pagamento. Luoghi che spesso non sono appartati ma si trovano a pochi metri dalle abitazioni con i cittadini costretti ad ammirare uno spettacolo indegno e penoso. Come consigliere della circoscrizione di “Cibali-Trappeto Nord- San Giovanni Galermo” chiedo quindi un potenziamento dei controlli che non miri solo ed esclusivamente a controllare e, eventualmente, condannare le donne che sono costrette dai loro aguzzini a praticare il mestiere più vecchio del mondo.

A questo punto, raccolte le macerie toccherà al sindaco di Catania affrontare l’annoso problema, decidendo una volta per tutte se tutelare la storia di un quartiere come San Berillo, accettandone tutte le controverse sfaccettature, o abbandonarlo ancora una volta tristemente nell’oblio, una soluzione questa, che lascerebbe l’amaro in bocca, considerando gli sforzi profusi negli ultimi anni per riqualificare questa zona della città senza alterarne l’identità.

Nicoletta Castiglione

 

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