di Graziella Nicolosi

1CATANIA – “I nostri successi non sono solo frutto di investigazioni, ma anche del progresso culturale”. È questa la frase–simbolo del commissario Beppe Montana, scelta per ricordarlo in una piazza che da oggi porta il suo nome a Catania, nel quartiere di San Giovanni Galermo. A quasi trent’anni dalla morte, avvenuta il 28 luglio del 1985 a Porticello (frazione del comune di Santa Flavia), l’eroico funzionario di Polizia è stato commemorato questo pomeriggio con una solenne cerimonia a cui hanno partecipato il Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa, il Questore di Catania Marcello Cardona, il Prefetto Maria Guia Federico e il sindaco Enzo Bianco. Presenti anche i familiari di Montana, fra cui il fratello Dario, referente provinciale dell’associazione Libera.

Montana è stato un personaggio emblematico nella lotta alla mafia; durante la sua attività investigativa arrestò numerosi latitanti, oltre ad indagare sul boss Nitto Santapaola. A capo della sezione “Catturandi” della Squadra Mobile di Palermo, si distinse per la scoperta dell’arsenale di Michele Greco, e per la cattura  del boss Tommaso Spadaro. Collaborò inoltre con il neonato pool Antimafia, e in particolare con il giudice Rocco Chinnici.2

Il commissario si impegnò assiduamente per diffondere la cultura della legalità fra i giovani. Proprio a loro si è rivolto durante il taglio del nastro il sindaco Enzo Bianco, perché la piazza è frequentata dai ragazzi del quartiere di San Giovanni Galermo, a cui è stato anche donato un campetto di calcio nuovo di zecca. “Dando i nomi alle strade – ha detto Bianco – noi ci intestiamo una precisa responsabilità: indicare l’esempio da seguire. È quello che vogliamo fare con Montana, a cui questo luogo sarebbe piaciuto, perché era innamorato delle periferie siciliane”. Il sindaco ha ripercorso la storia della piazza, il cui progetto esecutivo risale al lontano 1999. Dopo l’aggiudicazione della gara d’appalto nel 2003, alterne vicende hanno rallentato l’avvio dei lavori, iniziati solo lo scorso anno. Adesso i 5800 metri quadri di spiazzale (proprio di fronte agli uffici della Delegazione comunale di via Galermo) sono rallegrati da un colorato murales che raffigura il volto di Montana e da più di  600 fra piante, alberi e arbusti mediterranei. “Riguadagno così l’appellativo di ‘sindaco dei fiori’ con cui sono conosciuto”, ha scherzato Bianco.

Secondo Emanuele Giacalone, presidente della Municipalità, “la creazione di tale luogo di aggregazione è la testimonianza della presenza dello Stato in una zona ad alta densità criminale, con un triste primato: qui infatti operano i pusher di droga più giovani d’Italia”.

3Il Prefetto di Catania Maria Guia Federico ha voluto ricordare Beppe Montana con una toccante lettera del padre, che lo descriveva come “audace, leale, testardo”. “La cerimonia di oggi – ha sottolineato il Prefetto – gli restituisce la giusta collocazione nella memoria collettiva”.

Sulla stessa considerazione si è soffermato il fratello Dario, per il quale “la memoria delle vittime di mafia non può essere individuale”. Per questo ha invitato tutti a partecipare all’annuale giornata di ricordo organizzata da Libera, che vedrà protagonista anche la città di Catania con un corteo il 24 marzo prossimo.

È toccato al Capo della Polizia Alessandro Pansa, ripercorrere la prestigiosa carriera del funzionario Montana. “La sua morte ha lasciato il segno nell’attività di contrasto alla mafia, e ora spetta a noi raccogliere il suo testimone”, ha precisato.

La manifestazione si è conclusa con la scopertura della targa dedicata a Montana e la benedizione del vicario arcivescovile monsignor Salvatore Genchi.

Moltissimi i cittadini presenti, tanti i ragazzi. Un buon segno per la città, con la speranza che la piazza adesso mantenga il suo decoro e non venga vandalizzata.4

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