di Alberto Molino

CATANIA – È stata approvata, in Consiglio comunale, la delibera che non apporterà nessun aggravio fiscale né una riduzione della TARI, la tassa sui rifiuti. Dopo lo scrutinio, si sono contati 23 sì e 26 no, mentre 25 su 29 sono stati i voti riguardo all’emendamento che canalizzerà i risparmi verso la raccolta differenziata, l’aumento della percentuale di cassonetti per quest’ultima e l’educazione ambientale.

«Catania, che per la prima volta dopo undici anni, non ha aumentato la tariffa sui rifiuti, adesso deve diventare subito una città all’avanguardia nella differenziata», questo il commento del sindaco, Enzo Bianco, che ha poi continuato: «L’attuale Amministrazione non solo non ha aumentato le tariffe della TARI, al contrario di tante altre grandi città siciliane e non, ma è anche riuscita a mettere da parte alcune somme che pensavamo di utilizzare, d’intesa con molti consiglieri, per dare un piccolo segnale di riduzione delle tasse ai catanesi. La strada intrapresa dal Consiglio, condivisa da maggioranza e opposizione, rafforza pienamente la nostra linea politica per una città finalmente all’avanguardia anche su questo versante. Nei prossimi giorni – ha aggiunto Bianco – illustreremo il progetto complessivo sui rifiuti, che passa da un notevole incremento della differenziata da avviare in un terzo del centro urbano, attraverso una raccolta porta a porta che partirà a breve. Si tratta di un piano che verrà sottoposto anche ai commissari nominati per la gestione di Ipi e Oikos, in maniera da lavorare di concerto. E, come al solito, daremo il via a questo nuovo prospetto con grande spirito di collaborazione istituzionale nei confronti del Consiglio comunale».

Eppure, proprio all’interno del Consiglio comunale, il capogruppo e la vice-capogruppo del Megafono, Daniele Bottino ed Erika Marco, dissentono sugli esiti della votazione: «Incomprensibile l’atteggiamento della maggioranza. Quanto accaduto deve farci riflettere e, soprattutto, deve spingere il sindaco di Catania a capire bene che ruolo giocano i suoi sostenitori. Sono stati loro, in larga misura, ad avere ribaltato una delibera della stessa Amministrazione in merito alla Tari». Bottino e Marco, che è anche presidentessa della Commissione servizi sociali, infatti, si dicono indignati per quanto successo durante la discussione prima e dopo il voto sulla possibilità di abbassare, per la prima volta in dieci anni, le tasse dei cittadini catanesi.

Ricapitolando: il Comune di Catania aveva presentato una delibera che prevedeva la riduzione dell’1,5% sulla bolletta, un abbassamento che sarebbe stato possibile grazie a un avanzo di circa 1 milione e 600 mila euro sulla voce di bilancio; ma parte dell’aula ha deciso di ribaltare la delibera votando un emendamento presentato dal consigliere di opposizione Vincenzo Parisi di Grande Catania, emendamento sottoscritto in realtà dalla minoranza e votato poi da tutta la maggioranza, in particolar modo dal gruppo di Articolo 4. Sono proprio i due consiglieri a fare notare quanto accaduto in Consiglio comunale e aggiungono: «Siamo consapevoli che la riduzione dell’1,5% è minima, ma sarebbe comunque stato un segnale importante da dare alla città, ai nostri concittadini tartassati già da altre tasse. Invece, si è preferito votare l’emendamento dell’opposizione, il quale prevede che la somma venga utilizzata per promuovere politiche volte alla sensibilizzazione sulla tematica dei rifiuti e, in special modo, all’educazione civica. Iniziative lodevoli, senz’altro, ma – osservano ancora i consiglieri – non è così che si risolverà il problema dei rifiuti a Catania dove, invece, servirebbe un efficiente servizio di porta a porta se davvero si vuole incrementare la percentuale della differenziata». Insomma, secondo il capogruppo e la vice-capogruppo Daniele Bottino ed Erika Marco, questi soldi andavano restituiti ai cittadini creando anche agevolazioni per le fasce più deboli della popolazione: «Adesso corriamo il rischio di sprecare un milione di euro per l’atteggiamento assurdo di una parte della maggioranza che ci pare, quindi, continui a sottostare alle pressioni della minoranza».

Per quanto concerne le iniziative di sensibilizzazione si è già svolta, in piazza Duomo e in piazza Università, la manifestazione “Puliamo il mondo” organizzata da Legambiente. L’evento, tra le istituzioni, ha visto partecipi il sindaco Bianco, la ministra Lanzetta, l’assessore Scialfa e la presidentessa del Consiglio comunale, Raciti. Ad occuparsi della raccolta dei rifiuti sono stati gli alunni, una cinquantina, delle seconde e terze medie degli istituti comprensivi San Giorgio di viale Pecorino e Fontanarossa di Librino. Gli scolari, muniti di appositi kit con pettorina e cappellini gialli, hanno preso parte all’iniziativa scortati dagli assessorati alla Scuola e all’Ecologia del Comune di Catania, più un testimone d’eccezione: l’attore e cabarettista Gino Astorina.

«A questi meravigliosi ragazzi e a chi ci ha aiutato, come Gino Astorina – ha spiegato Bianco – abbiamo dato mandato di svolgere non una semplice operazione di pulizia, ma molto di più. Questi piccoli catanesi hanno compiuto una vera e propria missione di educazione nei confronti di quei nostri concittadini che, purtroppo, non hanno ancora compreso l’educazione civica: gettare a terra una cartaccia o una cicca costa alla nostra comunità moltissimo in termini non soltanto di denaro, ma soprattutto d’immagine e di civiltà».

«L’iniziativa – ha ribadito l’assessore alla Scuola, Valentina Scialfa – ha avuto un forte significato sociale, perché ha fatto comprendere ai nostri ragazzi che occorre lottare per imporre le regole del vivere civile, anche le più semplici, come quella di non sporcare la città in cui si vive. Le insegnanti, poi, mi hanno raccontato come gli allievi che hanno partecipato a questa esperienza abbiano preso molto sul serio il loro ruolo, spiegando a chi sorprendevano gettare a terra una cartaccia che non dovevano farlo».

Gino Astorina, per ultimo e al termine della mattinata, ha confessato di essersi molto divertito ad organizzare la pattuglia degli allievi durante le operazioni sia di pulizia, sia di educazione civica. «A volte – ha affermato – una battuta può servire a sdrammatizzare, ma davvero, tutti noi catanesi dovremmo passarci una mano sulla coscienza. Io e i bambini abbiamo avuto modo di scoprire l’enorme quantità di cartacce e cicche di sigarette sparse per le principali piazze centrali di Catania. Non è stato un bello spettacolo, e lo dico da fumatore. Gli adulti devono comprendere di dover lasciare ai nostri ragazzi una Catania pulita, bella da vivere, accogliente per i turisti, una Catania, insomma, che porti ricchezza. Saranno i nostri stessi ragazzi ad educare noi adulti».

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Ad accompagnare gli allievi sono state: per la Fontanarossa la preside Cettina Tumminia con le insegnanti Maria Grazia Basile, Rosalba Cosentino e Cristiana Siragusa; per la San Giorgio le professoresse Anna Tonsi, Ambra Perruzzo, Stefania Calcaterra e Giovanna Garretto. In piazza, inoltre, erano presenti alcuni stand con personale di Ipi e Oikos per spiegare ai cittadini come si attua la raccolta differenziata dei rifiuti.

 Alberto Molino

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