CATANIA – Dieci priorità per la zona industriale di Catania: dalla sicurezza di chi ci lavora all’attrazione di nuovi investimenti, dalla mappatura del territorio alle competenze di chi deve governarlo, dal credito alle imprese ai costi dell’energia, dalle infrastrutture alla ricerca di fondi europei, agli accordi su competitività e welfare. Sono state discusse dalla segreteria della Cisl di Catania per andare oltre l’emergenza e pensare a programmare concretamente il futuro per lo sviluppo e l’occupazione nel territorio. E per verificare con l’Irsap quei progetti per 11,5 milioni di euro in agenda almeno dal 2013.

Il documento è stato condiviso oggi da Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl etnea, e il segretario territoriale Rosario Pappalardo, con i segretari delle categorie di lavoratori rappresentati nella zona industriale catanese, Giuseppe Coco per la Femca Cisl, Pietro Di Paola per la Fai Cisl, Piero Nicastro per la Fim Cisl, Rita Ponzo per la Fisascat Cisl, Antonio Sasso per la Fns Cisl, Michele Spitale per la Flaei Cisl e Alberto Toscano per la Fit Cisl.

«La zona industriale di Catania – afferma Rotolo – deve diventare la “vetrina” del territorio, ha un ruolo fondamentale per il lavoro produttivo e lo sviluppo. Invece, registriamo che c’è un incredibile ritardo su tante questioni che la riguardano, a cominciare dalle informazione di base mai raccolte né organizzate da alcun ente, senza le quali è impossibile avviare uno studio concreto per conoscerne e poi comprenderne esigenze e possibilità di sviluppo così da procedere a una seria e definitiva programmazione. Se non sarà così, termini come “lavoro” e “sviluppo” continueranno a essere un’utopia tanto a Catania quanto nel Mezzogiorno. Ce ne siamo accorti anche dal tavolo comunale sulla zona industriale che non è riuscito ad andare oltre l’ordinarietà e le emergenze stagionali. Con le nostre priorità, vogliamo invece imprimere un deciso cambio di marcia alla discussione sulla zona industriale e offrire la nostra idea di sviluppo all’alleanza con le altre forze sociali e le organizzazioni datoriali. Le vogliamo sottoporre al confronto con l’Irsap, l’organismo regionale che ha maggiori responsabilità sulla zona industriale, con progetti rinviati di anno in anno, ai quali si aggiunge il vuoto istituzionale alla guida dell’assessorato regionale all’Industria».

Tra le priorità, al primo posto c’è la “governance” della zona e le competenze degli enti coinvolti, come Comune, ex Provincia regionale, Regione e Irsap. «Una indeterminatezza – spiega Rotolo – che genera spesso confusione di ruoli e inazione. È necessario sapere invece a chi tocca fare, che cosa è necessario fare e quali progetti portare avanti».

C’è poi la mappatura del territorio, la tassazione delle imprese e le aree dismesse. «Ci chiediamo se sia finalmente possibile sapere quante e quali aziende operano e usufruiscono della zona industriale, coinvolgendo in primis la Camera di commercio. Quante e quali le aree dismesse, per poterle così riassegnare per eventuali altri insediamenti».

Fondamentale il punto della sicurezza e della security cosi come la mobilità e la logistica. «Ci sono migliaia di lavoratori – sottolinea Rotolo – che sia di giorno che di notte, sono le prime “vittime” della scarsa sicurezza della zona, sia in termini di infrastrutture carenti sia di scarsa vigilanza e rischiano danneggiamenti e aggressioni. Permettere a lavoratori e imprese di usufruire di mezzi e strutture pubbliche adeguate significa garantire l’accesso e il movimento alle persone all’interno della zona e alle imprese il collegamento con le reti autostradali, ferroviarie e con l’aeroporto di Fontanarossa».

Reti telematiche ed energia. «Da tempo denunciamo i costi energetici molto più altri che nel resto del Paese, sono penalizzazioni di cui sta facendo le spese soprattutto il settore siderurgico con l’aggravante che l’Enel ha ridimensionato di molto la propria presenza nel territorio. L’accesso a internet in Sicilia è ancora fin troppo limitato (28,9%) soprattutto per le piccole imprese, come ha evidenziato da poco Confindustria digitale».

L’accesso al credito tanto per le famiglie quanto per le imprese va facilitato. Quali strumenti locali ci sono per favorire le aziende a impiegare la liquidità immessa dalla BCE attraverso le banche?»

C’è poi la necessità di istituire un team in grado di realizzare una seria ricognizione delle possibilità offerte dai Fondi europei. «È necessario – argomenta Rotolo – sapere quali progetti vuole avere Catania e l’area vasta per impegnare le risorse UE 2014-2020. Siamo disponibili, in presenza di investimenti che generino nuovo lavoro, a definire accordi territoriali su flessibilità e produttività, così come fatto già in passato».

«La Cisl ha la responsabilità di dare risposte a chi ha perso il lavoro – conclude Rotolo – e fare pressione sociale sulle istituzioni, perché si pensi seriamente tanto all’immediato quanto, e soprattutto, al futuro. Perché solo con una seria programmazione si può volare alto e ancorarsi alla crescita occupazionale ed economica di tutto il Mezzogiorno».

 

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