CATANIA: “Digitaly”, digitalizzazione senza basi

CATANIA – In una recente intervista, Bortolotti, vicepresidente dell’International chamber of commerce, ha espresso le sue perplessità sulla digitalizzazione italiana: “In Italia l’e-commerce non decolla, colpa delle norme. Nel decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue ci sono difficoltà ad adeguare la legge allo strumento internet. Servono misure più adeguate a sostenere lo shopping online e favorire la digitalizzazione delle imprese”.
Proprio sull’argomento si é tenuta nei giorni scorsi la tappa catanese di “Digitaly”, convegno rivolto ad aziende in “fase di digitalizzazione” a cura del CNA Catania.
Durante la prima parte della manifestazione si sono susseguiti diversi esperti di settore facenti parte di quattro aziende del settore digitale: Google, Amazon, Seat P.G. e Registro.it.
Aziende che stanno tentando, tra le tante difficoltà della burocrazia italiana, di far emergere l’aspetto online insito, secondo loro in qualsivoglia, azienda.
Specialmente Google, rappresentata per l’occasione da Nicolò Barcellona e Orazio Arena, ha ragguagliato i presenti sul piano attivato con Unioncamere che vedrà l’attivazione di ben 3000 contratti per i Need italiani con una durate di 6 mesi, atti a formare coloro che diventeranno gli esperti da proporre alle aziende che vogliono intraprendere il processo di digitalizzazione.
“Nuove forme di business grazie al digitale che favorisce l’emergere di eccellenze” – questo il messaggio del più noto motore di ricerca al mondo.
Amazon, marketplace numero uno al mondo, rappresentato in videochat da Dario Mastrocinque, il cui collegamento è partito in forte ritardo per via di una lieve “incombenza tecnica” che ha fatto sorridere i presenti, ha parlato più che altro del perché un’azienda che voglia intraprendere l’e-commerce dovrebbe scegliere la loro famosa piattaforma e non altri competitori o siti propri.
Seat Pagine Gialle ha realizzato un proprio show, grazie all’ausilio di una presentazione realizzata e messa in atto personalmente, spiegando ai presenti quanto si possa realizzare con la “crossmedialitá”, ossia le 4 M (unione di Multi screen, Multi tasking, Multi Channel e Mobility), o per meglio dire la presenza su tutti i canali informati, ovviamente anche questo un servizio da loro fornito.
Register.it, gestore nazionale dei siti con dominio .IT, ha affrontato il tema del profondo gap esistente tra siti registrati con dominio .it e siti registrati con estensione tedesca e di quanto ancora distante sia il processo di digitalizzazione così come lo richiede l’Unione Europea.
Stefania Fabbri ha anche chiarito l’importanza di saper scegliere il nome più adatto per il proprio sito, in quanto questo rappresenta “il nuovo biglietto da visita” e scegliere un’estensione .IT mette fortemente in evidenza il proprio essere “Made in Italy”.

Da segnale, purtroppo, diverse pause dovute a mancanze tecniche da parte degli organizzatori, che per proiettare slide o attivare la video chat, hanno dovuto chiedere a spettatori o interni dediti ad altro. Questo, oltre a creare ilarità tra il pubblico, ha soprattutto abbassato l’attrattiva fornita alle aziende presenti, la maggior parte andate via dopo la presentazione dei “corsisti” atti più a piazzare il proprio prodotto che a risolvere eventuali dubbi sul processo di digitalizzazione, creando dubbi invece che certezze sul “passaggio all’era digitale”.
La mancanza di basi e spiegazioni sul tema, anche dopo una breve premessa presentata da coloro che quotidianamente lavorano all’interno della struttura del Tim #WCap Acceleretor Catania, porta inevitabilmente alla mancanza di interesse su tematiche, sicuramente utili per far crescere la propria azione, ma che rappresentano solo investimenti effimeri, per chi non riesci a vedere le reali potenzialità della rete.
Intervistati alcuni dei presenti, ancor prima di proporre qualche argomento di domanda, ci è stato chiesto se non fossimo di “Pagine Gialle o comunque non volessi proporgli qualche prodotto!”
Questo per far capire come un mancante approccio strategico e cura del rapporto conferenziere-organizzatore, palese durante la manifestazione, abbia portato a disinteresse e, quasi, timore ad essere fermati.
Tra gli utenti della platea, chiamati a riempire la sala da alcuni colleghi, anche dei “digitalizzatori” di Ragusa che si stanno occupando di ricostruire la parte online del sito della CCIAA iblea, ma senza modificare, come da loro sottolineato, tutto quello che potrebbe essere modernizzato a partire dai rapporti camerali e dei vari processi interni troppo lontani dal XXI secolo.

Davide Di Bernardo

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