CATANIA – Contratto decentrato sette anni dopo e approvazione del Fes, il Fondo di efficienza servizi comunale. Per i 3000 dipendenti del Comune di Catania si ricomincia a parlare di contrattazione di secondo livello: l’ultima volta era stato nel 2009.

 

Di contratti del pubblico impiego e di mobilitazione del personale del comparto si è parlato oggi nella prima giornata di studio organizzata dalla Cisl Fp siciliana a Catania. Vi hanno partecipato 35 delegati provenienti dalle province di Catania, Messina, Siracusa, Ragusa ed Enna, ospiti della Cisl Fp etnea.

 

Erano presenti, accanto al docente Gianluca Bertagna, collaboratore del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, Daniela Volpato, segretaria generale aggiunta Cisl Fp nazionale, Gigi Caracausi, segretario generale Cisl Fp Sicilia, Armando Coco, segretario generale Cisl Fp Catania, e Rosaria Rotolo, segretaria generale Cisl Catania.

 

«Al Comune di Catania – ha affermato Coco – stiamo portando avanti la contrattazione di secondo livello ferma da sette anni. Al margine, abbiamo finalmente approvato il FES del 2015, dove sono state ripartite le risorse non solo in base alle necessità dell’amministrazione comunale e alle esigenze dei lavoratori ma soprattutto per il rispetto dei servizi da fornire alla cittadinanza. In tale direzione va anche il tavolo permanente sul precariato che abbiamo ottenuto dal Comune perché, nelle regole, si arrivi alla graduale stabilizzazione di tutti i lavoratori precari comunali che hanno finora garantito il buon funzionamento della macchina amministrativa. Il nostro impegno continua».

 

Il contratto decentrato serve a tracciare le linee guida per regolare i rapporti tra l’amministrazione comunale e i dipendenti. Servirà per decidere istituti fondamentali dei lavoratori comunali per gestire meglio l’erogazione di servizi ai cittadini catanesi: posizioni organizzative, reperibilità, turni. A Catania è scaduto da oltre quattro anni: l’ultimo risale al periodo 2009-2012. È prevista la riduzione delle posizioni organizzative, per ottenere economie di spesa che andranno a integrare il FES.

 

Le questioni contrattuali del pubblico impiego, che vedranno nei prossimi giorni incontrarsi Cgil, Cisl e Uil per una linea comune, sono state affrontate da Daniela Volpato. «È necessario sbloccare la contrattazione – ha sottolineato – per gestire meglio i servizi e per valorizzare le competenze e le professionalità del pubblico impiego. Ora partiremo anche in Sicilia con una mobilitazione rapida e, se serve permanente, perché dobbiamo arrivare al prossimo provvedimenti finanziario per aumentare le risorse per il contratto nazionale ma dobbiamo sbloccare da subito la contrattazione di secondo livello. Faremo manifestazioni locali assieme ai cittadini, per far capire che il taglio di migliaia di lavoratori di servizi pubblici di fatto stanno impoverendo i servizi alle famiglie siciliane.».

 

«Andremo da tutti gli amministratori locali, dal presidente Crocetta, all’Ars – ha aggiunto Caracausi – per chiedere che anche loro siano alleati a noi nel pretendere più risorse per il pubblico impiego al governo nazionale. Anche in Sicilia, poi, occorre rilanciare il turn-over, dire basta al precariato e ringiovanire la pubblica amministrazione; sostituire il lavoro precario e interinale con lavoro stabile a tempo indeterminato con le professionalità che garantiscano le competenze che servono ai Comuni per fornire i servizi ai cittadini».

Nella foto, da sin. Caracausi, Coco, Volpato, Bertagna

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