CATANIA − “Abbiamo chiesto alle istituzioni di fare luce su ciò che sta succedendo alla Sicilia Police. A fronte, di un organico di circa un centinaio di lavoratori, l’azienda in un paio d’anni ne ha già licenziato 20, che rivendicavano i propri diritti, procedendo a una strana dismissione in massa”. Parole che pesano come un macigno sulle sorti della società che si occupa di vigilanza privata. A pronunciarle, Paolo Spagnolo, responsabile provinciale Vigilanza privata Fisascat Cisl, e da Sergio Romano, segretario provinciale Uiltucs Uil, che accompagnati da una delegazione di lavoratori sono stati ricevuti oggi in prefettura, nel corso del sit-in organizzato per denunciare le inadempienze dell’azienda. A destare l’indignazione di sindacati e dipendenti, la conduzione dell’azienda, che, sembra praticare bizzarre e alquanto contestabili procedure di cambio d’appalto, adottando una sorta di linea densa di favoritismi. A sottolinearlo sono stati proprio Romano e Spagnolo, che senza mezzi termini hanno evidenziato l’insana abitudine della società. “Ci sono servizi espletati dall’azienda che passano ad altre aziende senza che sia stata attivata la necessaria procedura di cambio d’appalto, e senza avviare alcun tavolo, per salvaguardare servizi e occupazione. E c’è pure una strana coincidenza: molti dei servizi vengono affidati a società intestate allo stesso nucleo familiare”. La strada perseguita dai sindacalisti al termine dell’incontro è stata chiara e perentoria: “che si riportino le cose alla normalità o si revochi la licenzia.”

 

 

Nicoletta Castiglione

 

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