di Agnese Maugeri

Catania – Proseguono le intense giornate del Gold Elephant World – International Film & Musical Festival di Catania, nell’accogliente sala di AL Centro Studi Laboratorio D’Arte, tra proiezioni e premiazioni.
È stato consegnato il primo dei tre premi alla carriera al regista Manuel Giliberti, che  ha precisato che questo premio è un riconoscimento per l’insieme di tutto quello che ha fatto, finora, nella sua vita.
Manuel Giliberti nasce come architetto ma la sua passione per l’arte l’ha presto avvicinato a questo mondo, prima occupandosi di pubblicità, poi entrando attivamente nel teatro e nel cinema come scenografo e infine regista.  Egli definisce lo spettacolo come un sistema rinascimentale non chiuso in uno schema ma aperto a tutto.
“Un milione di Giorni” è il film di Giliberto presentato al Festival, un film intriso di sicilianità, sia nella scelta delle storie, tutte storicamente esistite poi rivisitate e romanzate per la pellicola, sia nelle ambientazioni, nei luoghi, nella luce tipicamente nostrana.
Il lungometraggio racconta di un duchino, interpretato da Nino Frassica, che per voto decide di andare a piedi a Gerusalemme, impossibilitato a compiere l’impresa opta per camminare nel suo giardino ogni giorno fino a coprire i chilometri desiderati, ad assisterlo lungo il percorso c’è una cameriera (Evelyn Famà) che ascolta le cinque storie che il nobile le racconta, le narrazioni riguardano tutte un anello e vedono come protagoniste le donne.
In sala durante la proiezione presenti anche le attrici Lucia Sardo e Deborah Lentini, che insieme ad altre note interpreti (Piera Degli Espositi, Mita Medici, Mariella Lo Giudice, Chiara Caseli, Galatea Ranzi) hanno preso parte alla pellicola, inoltre le due attrici siciliane con il regista, stanno portando in scena per il centenario del teatro greco di Siracusa, le Troiane.
Manuel Giliberti ha voluto dedicare il premio all’amica e bravissima attrice siciliana Mariella Lo Giudice.
Il prossimo lavoro del regista lo vedrà coinvolto in un documentario “Barconi”, avendo trascorso molto tempo a Siracusa e avendo affrontato da vicino la realtà degli sbarchi dei clandestini, accostandosi anche a un’associazione di donne professioniste che danno sostegno ai minori sfollati, Giliberto ha deciso di raccontare quest’atroce situazione attraverso la macchina da presa, per evidenziare in particolar modo la capacità che hanno i siciliani di far accoglienza e di sentirsi solidali con chi ha più bisogno.
Non è la prima volta che il regista documenta queste realtà, anni fa trovandosi a Tunisi per lavoro produsse un documentario “Bastava una notte” che raccontava di tanti siciliani residenti a Tunisi che, a cavallo tra l’800 e il ‘900, furono cacciati e dovettero percorrere la tratta inversa dei clandestini odierni per tornare in Sicilia.
Infine Manuel Gilberto ha parlato di cinema e teatro, del perché i registri italiani non siano capaci di fare action-movies ma sanno raccontare e muoversi egregiamente nella sfera dei sentimenti, descrivendo i personaggi sia dal lato visivo che psicologico.
Il tema sociale e soprattutto le donne sono grandi protagoniste di questa terza edizioni dei Gold Elephant World, un’altra premio è stata assegnato al cortometraggio “Donne dentro” di Marzia Pellegrino come miglior opera nell’ambito della comunicazione sociale.
Il corto narra le storie di violenza subite da tre donne, una delle quali purtroppo ne è rimasta vittima, tre racconti in uno, un filo rosso che scorre tra le parole delle protagoniste, tra momenti di forza e di sconforto, tra lacrime e violenza psicologica oltre che fisica.
La voglia di serenità, di avere una vera vita, le ha spinte a ribellarsi e a denunciare il marito violento, e le ha portate a testimoniare in questa pellicola senza mezzi termini, senza volti oscurati o voci contraffate, per far capire a chi come loro vive questo disaggio, che si può interrompere il sopruso prima che sia troppo tardi.
Alla premiazione hanno partecipato molte associazioni catanesi che si occupano della tutela e della difesa delle donne (Akuria, Anterao, Genitori a vita, Acquaria, Dipartimento Affari Sociali del CAD) presentando diversi progetti d’educazione e divulgazione anche nelle scuole per la prevenzione della violenza femminile.

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La registra Marzia Pellegrino, in collegamento Skype, ha espresso il suo entusiasmo per il premio vinto e per la diffusione del messaggio che tramite la sua opera vuol comunicare. A sostenerla in sala era presente l’attrice siciliana Annamaria La Spina, madrina del CAD che ha donato il suo contributo di sensibilizzazione e denuncia; anche lei vittima di violenza si sta impegnando in una produzione teatrale “Sei Mia” che tratta il tema degli abusi femminili e che si costituisce di diverse parti, la rappresentazione scenica e il dibattito, coinvolgendo il pubblico in un teatro – terapia.
Il festival continua fino al 30 aprile con altre premiazioni e momenti d’incontro e di spettacolo.

Agnese Maugeri

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