di Nicoletta Castiglione

Si torna a parlare di rifiuti, e se n’è parlato tanto in questi giorni grazie al deputato Giuseppe Berretta e al consigliere Niccolò Notarbartolo, che rispolverando vecchie questioni cittadine sono tornati a parlare di emergenza rifiuti. Nodo centrale della questione il commissariamento fatto lo scorso anno e i proclami per i nuovi appalti riguardanti il settore della nettezza urbana, che a quanto pare non avrebbero però trovato riscontro nelle azioni amministrative.
“E’ trascorso quasi un anno da quando il Comune di Catania, chiedendo alla Prefettura e all’Agenzia Nazionale Anticorruzione di commissariare le aziende Oikos e Ipi per l’appalto relativo alla gestione dei rifiuti in città, garantiva che entro 8-12 mesi avrebbe predisposto la nuova gara d’appalto per l’espletamento del servizio. Da allora la gestione del sistema dei rifiuti a Catania è sotto commissariamento, la raccolta differenziata continua ad essere ai minimi storici e non si ha purtroppo alcuna notizia sulla tanto attesa nuova gara d’appalto che dovrebbe rivoluzionare la raccolta dei rifiuti”
A conti fatti insomma l’argomento rifiuti, emergenza sempre attuale per Catania, sarebbe caduto nel dimenticatoio, lasciando la città nel solito immobilismo.
Naturalmente dopo le dischiarazioni al vetrolio di Berretta e Notarbartolo, le acque si sono smosse, e il primo a far sentire la sua voce è stato il capogruppo del Pd nel consiglio Comunale Giovanni D’avola, che ha rilanciato la palla al mittente parlando di affermazioni confuse e poco veritiere.
“Era stato proprio il Comune di Catania – sottolinea D’Avola – a chiedere a Prefettura e Agenzia Nazionale Anticorruzione di commissariare le aziende Oikos e Ipi per l’appalto relativo alla gestione dei rifiuti in città e in effetti il Prefetto, nel settembre del 2014, aveva trasferito a tre commissari la gestione delle società limitatamente al servizio a Catania. Sorprende che oggi qualcuno lanci inutili allarmi e chieda al Comune la nuova gara d’appalto, non tenendo conto che il contratto oggi in vigore scade nel marzo del 2016 e dunque, come tutti sanno, una nuova gara potrà essere espletata solo alla scadenza, non certo prima”.
“Per il resto – conclude D’Avola – mi sento di cuore di rassicurare i miei colleghi di partito sul fatto che l’Amministrazione Bianco considera una priorità questo tema. D’altronde sarebbe bastato leggere i mezzi d’informazione locali per scoprire che appena cinque giorni fa il Comune ha firmato un accordo con il Conai che prevede anche una consulenza per stilare il nuovo contratto di servizio al quale il Comune sta già lavorando. E che la raccolta porta a porta, è già stata avviata nel quartiere di Santa Maria Goretti con grandi risultati. Per non scrivere nuovamente quanto già riportato dagli organi di stampa, mi attiverò per inviare nelle email personali di Berretta e Notarbartolo i link dei tanti servizi realizzati in maniera che possano prenderne visione”.
A supportare la tesi del consigliere di maggioranza, tentando di spazzar via quella parvenza d’immobilismo, c’ha pensato il sindaco Enzo Bianco in persona, con un provvedimento riguardante proprio il settore rifiuti.
E’ di questi giorni infatti l’ordinanza che tenterà di arginare il problema dei rifiuti portati a Catania dai centri limitrofi.
Attualmente chi viene sorpreso a lasciare i rifiuti indifferenziati al di fuori dell’orario consentito, sia che abiti a Catania, sia che provenga da altri Comuni, deve pagare il doppio della sanzione minima prevista dal regolamento comunale, ossia circa 50 euro. La nuova ordinanza da una parte stabilisce il divieto per chi non paga la Tarsu in città di lasciare rifiuti su aree pubbliche e private del territorio comunale e dall’altra fa crescere la sanzione minima da applicare fino a cento euro se i rifiuti sono lasciati dentro un cassonetto e fino a duecento se sono abbandonati fuori dal cassonetto.

Nicoletta Castiglione

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