CATANIA – Ogni anno a Catania e nel suo territorio almeno 800 nuclei familiari perdono la casa. Mentre l’Istat segnala che, in dieci anni, in Sicilia il ricorso ad alloggi di fortuna è aumentato del 270%. Eppure le istituzioni sembrano non accorgersene, molti immobili restano inutilizzati, l’edilizia popolare è ferma. A Catania, il Comune continua a non dare risposte.
I sindacati provinciali degli inquilini Sunia-Sicet-Uniat e le confederazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil di Catania hanno portato oggi la loro denuncia e le loro proposte in piazza. Un sit-in con un presidio ha sostato in via Etnea, mentre una delegazione è stata ricevuta in Prefettura di Catania. Erano presenti i segretari Giusy Milazzo (Sunia), Carlo D’Alessandro (Sicet) e Sabina Marino Marino (Uniat); per la Cgil, la responsabile per le politiche abitative Rosaria Leonardi, e per la Uil, il segretario territoriale Salvo Bonaventura.

«Abbiamo apprezzato la disponibilità della Prefettura – dicono i sindacati – che ci ha assicurato di star già procedendo a monitorare la situazione degli alloggi pubblici nei Comuni del territorio etneo. Purtroppo, l’unico Comune che tarda nel rispondere è proprio quello di Catania. Non è proprio questa la città accogliente e solidale che ci aspettiamo».Attraverso la Prefettura, Sunia-Sicet-Uniat e Cgil, Cisl e Uil chiedono ai Comuni, a partire proprio da quello di Catania, di predisporre nei bilanci la somma adeguata per l’emergenza casa e l‘assistenza agli sfrattati e di avviare la riqualificazione di immobili pubblici non utilizzati per accrescere l’offerta di alloggi.

Alla Regione, all’assessore Giovanni Pistorio, di mettere in agenda politico-amministrativa i problemi della casa e a disposizione dei Comuni le somme trattenute indebitamente per i contributi per la morosità incolpevole e di destinare i 200milioni di fondi ex Gescal per l’edilizia popolare. «Se sarà il caso – affermano – porteremo la protesta alla Regione»Alla Prefettura, i sindacati chiedono di attuare una moratoria sull’invio della forza pubblica per l‘esecuzione degli sfratti, almeno sino a quando i Comuni non siano in grado di avviare le procedure per assegnare i contributi per la morosità incolpevole.

«La drammaticità della situazione – denunciano le organizzazioni sindacali – emerge con maggiore crudezza in un momento in cui la città si prepara per le prossime festività e si acuiscono le contraddizioni sociali. La crisi sociale ed economica ha comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro riducendo le famiglie in condizioni di disagio gravissime. Sono migliaia le persone dormono in alloggi di fortuna nella completa indifferenza delle istituzioni mentre restano inutilizzati molti immobili abbandonati all’incuria e al degrado».

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