Catania. Emergenza rifiuti: il sindaco esulta, la città NO
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Catania. Il filo conduttore della politica amministrativa di Catania è sempre lo stesso ultimamente. Autocelebrazioni, proclami esaltanti, sbandieramenti trionfali di soluzioni trovate su problemi che dovrebbero non esistere a monte. Di contro, il vero volto della città. Un volto che ha sempre più le sembianze di un gigantesco tappeto sotto il quale si nasconde lo sporco. E mai come in questi giorni la parola “sporco” è pertinente e descrive tristemente l’aspetto del territorio. Lo sciopero dei netturbini, dovuto al mancato pagamento degli stipendi, ha piegato duramente la città, trasformando le strade in navigli di spazzatura maleodorante. Il caos è servito, lo scandalo pure. La dignità di Catania, smarrita tra quei sacchetti disgustosi, ancora una volta viene maltrattata da chi dovrebbe sapientemente governare. E allora ci si deve rifare. Bisogna reagire. Arrivano le note per la stampa. Il dado è tratto. Urgenti gare d’appalto, problema stipendi sommariamente risolto, la fenice risorge dalle ceneri.
Il Sindaco delle rivoluzioni è pronto a spiazzare tutti ancora una volta. Ed ecco il proclamo: “”Una vera rivoluzione che cambierà il volto della città”.
Così Enzo Bianco ha annunciato il nuovo servizio di differenziata porta a porta che, dopo i buoni risultati del test di tre mesi nel Villaggio Santa Maria Goretti, partirà dalla fine di ottobre nel centro storico cittadino e la nuova gara d’appalto che, dalla fine di marzo del 2016, assegnerà il servizio di differenziata porta a porta in tutta la città e la pulizia di Catania.
“Gli abitanti del Goretti – ha detto Bianco – sono stati molto bravi, ottenendo una percentuale di raccolta del 58%, paragonabile a quella delle città del centro e nord Italia. Ci metterei la firma se, a Natale, avessimo raggiunto queste percentuali anche con il nuovo servizio porta a porta nel centro cittadino, che sarà gestito direttamente dal Comune e coinvolgerà 17.000 famiglie per un totale di 45.000 abitanti”.
La gara d’appalto per la fornitura dei kit è stata già aggiudicata in via provvisoria e sarà definitiva il 30 settembre. Il tempo di consegnare il materiale alle famiglie e il nuovo servizio partirà alla fine di ottobre. Il Conai, che ha siglato un accordo con il Comune, nello stesso mese aprirà un ufficio per coordinare l’avvio del nuovo servizio e gestire il personale addetto alle attività di start up. Ripresentato anche il bando per i “facilitatori” per allargare la platea delle associazioni partecipanti. Sarà comunque dal marzo del 2016 che Catania volterà pagina.”Per affidare il nuovo servizio – ha detto Bianco – che prevede la differenziata porta a porta in tutta la città e la pulizia di Catania sarà attuata una procedura d’appalto complessa, messa a punto seguendo tutti i protocolli di legalità e di trasparenza, che sarà aperta a ditte provenienti da tutta l’Unione Europea”
A dargli manforte naturalmente arriva il coordinatore cittadino del Partito Democratico, Livio Gigliuto, che si dice soddisfatto per le soluzioni adottate in merito all’emergenza rifiuti, e l’assessore D’Agata, che punta il dito contro chi parla di un penoso peggioramento delle condizioni di pulizia della città, nella fattispecie Niccolò Notarbartolo e Giuseppe Berretta. “”Berretta e Notarbartolo ancora una volta fanno un po’ di confusione. Le loro denunce di oltre un anno fa non riguardavano agitazioni causate dal fatto che Roma non ha trasferito il denaro dovuto ai Comuni. Falso poi che in questo ultimo anno la pulizia della città sia peggiorata: tutt’altro. Abbiamo sì ereditato un contratto non certo favorevole al Comune ma interromperlo sarebbe stato nefasto per la città e i lavoratori, tanto che si giunse al commissariamento. Intanto l’Amministrazione ha fatto pulizia licenziando dirigenti e punendo dipendenti, attuando un cambiamento radicale. Quanto al nuovo contratto, l’Amministrazione ci lavora già da tempo, altro che meglio tardi che mai. Il fatto è che a parole non si risolvono i problemi. E la lontananza non aiuta a focalizzare certi problemi locali”. Ma se questo tripudio di successi non bastasse, il primo cittadino si gloria dell’eccezionale ondata di turismo portuale sbarcato a Catania, vantandosi della splendida accoglienza riservata ai visitatori. Bene. Ma una considerazione nasce spontanea. Dando naturalmente atto della buona volontà di un’amministrazione che pur impantanandosi cerca di liberarsi dal pantano, la città parla da sola. E le parole se le porta via il vento. Il colpo di pezza superficiale, per tappare le bocche cariche di critiche sicuramente c’è stato, ma Catania dopo giorni dalla fantomatica risoluzione è ancora un’ammasso puzzolente di spazzatura. Rifiuti che s’inerpicano nei quartieri storici della città. Montagne di sacchetti che sembrano dimenticati dal tempo e dall’uomo. Fotografie pietose di un territorio che per leccarsi le ferite mente a se stesso. Benvenuti cari turisti. Benvenuti a Catania.

Nicoletta Castiglione

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