CATANIA – “La storia di Nino Spampinato, il ragazzo sulla sedie a rotelle costretto a constatare personalmente come siano troppe le barriere architettoniche nella nostra città, deve farci riflettere e devi spingerci a migliorare la situazione perché una città che si definisce civile non può certo permettere che un proprio cittadino abbia addirittura difficoltà a seguire una lezione all’università o fare una passeggiata perché mancano le scivole nei marciapiedi”.

Ad affermarlo è la consigliera comunale Erika Marco che, nella sua veste di presidente della commissione Servizi sociali del Comune di Catania, ha deciso di effettuare personalmente un giro per la città evidenziando i tanti punti critici che sussistono.
Molti uffici pubblici non sono accessibili, alcune scuole presentano diverse barriere architettoniche per non parlare poi di alcune facoltà.
Il Comune di Catania per primo ha diverse barriere architettoniche, a cominciare dalla guardiola dei Vigili urbani che si può raggiungere facendo un paio di scalini.
Facendo inoltre un giro per le vie principali si nota che, tolte alcune eccezioni come corso Italia o via Etnea, ci sono altre zone in cui passeggiare per chi vive su una sedia a rotelle o anche per una mamma con un passeggino diventa impossibile.

 

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