Catania. La città pullula d’impianti sportivi abbandonati e vandalizzati. E’ un dato di fatto, sotto gli occhi di tutti, e l’amministrazione non può più girar la testa dall’altro lato. La pensa così anche il consigliere della IV municipalità Erio Buceti, che punta nuovamente i riflettori sulla difficile situazioni che vivono alcuni quartieri catanesi. “Ho raccolto l’appello di residenti, commercianti e comitati cittadini del territorio che chiedono la rivalutazione di queste incompiute- dice Buceti- Un viaggio all’interno delle opere e della infrastrutture da portare a termine per garantire un quartiere più a misura di cittadino. La mia intenzione quindi è quella di raccogliere idee, suggerimenti e proposte, da parte delle famiglie e delle associazioni della IV municipalità, e ,successivamente, sottoporli all’attenzione dell’amministrazione centrale con periodiche conferenze dei servizi e tavoli tecnici. I furti al Palagalermo è solo l’ultimo esempio di una situazione che porta il PalaSpedini ad essere usato come centro di accoglienza temporaneo per gli extracomunitari e il Palanesima come luogo dove poter depredare sistematicamente tutto l’arredo urbano e il materiale ferroso possibile. A questo bisogna aggiungere gli spazi verdi e le piazze che non sono mai state adeguatamente curate o protette dai teppisti.”
A tal proposito, il consigliere, deciso a smuovere le acque senza dipender troppo dai tempi amministrativi estremamente lunghi, ha deciso d’intervenire coinvolgendo la comunità.
L’idea è quella di di fare gruppo con la parte sana del tessuto cittadino ed evitare che questi luoghi o impianti restino ferite aperte per tutto il territorio. Il processo di recupero dovrebbe avvenire attraverso l’installazione, nei punti maggiormente a rischio, di un adeguato impianto di videosorveglianza.
Telecamere a cui aggiungere una “task force” di forze dell’ordine. La presenza delle famiglie, che si riapproprierebbero delle piazze e dei parchi, completerebbe il progetto. “Degrado chiama degrado e, oltre alla devastazione, le zone senza controlli attirano tante altre attività criminali come la prostituzione. Ed a pagare è sempre la parte sana del territorio” conclude il consigliere.
Nicoletta Castiglione

Scrivi