Chiara D’amore

CATANIA – Dice Kofi Annan “La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani”. Conclude con questa citazione la Consigliera Comunale Ersilia Saverino l’incontro che si è tenuto oggi, lunedì 5 ottobre, nel Palazzo della Cultura di Catania dal titolo “Le tessitrici contro la violenza – Strumenti e tecniche per l’educazione di genere”. Un argomento mai troppo dibattuto questo considerando che ancora oggi più di 6 milioni di donne sono vittime di violenze nel nostro paese. Il dato è sicuramente agghiacciante se  poi teniamo conto del fatto che il più delle volte la violenza avviene all’interno delle mura domestiche, a opera di volti cari e che le vittime devono combattere contro il senso di vergogna e frustrazione che accompagna ogni forma di abuso, fisico o psicologico che sia. Un paradosso questo che può essere abbattuto solo con un cambiamento profondo della società in cui viviamo attraverso un impegno costante e una corretta informazione. Importante quindi l’adesione della città di Catania all’iniziativa della onlus “Soccorso rosa” che oppone alla cieca brutalità degli aggressori (non usiamo il termine “uomini” volutamente)  il lavoro a maglia come simbolo  di ricostruzione e rinascita. Tutto questo è stato affrontato durante il convegno di oggi voluto fortemente da Ersilia Saverino, da sempre a sostegno delle  donne vittime di violenza e dei loro figli.

– Ersilia Saverino quanto sono importanti iniziative come questa nella prevenzione e nella  lotta alla violenza di genere?

“Sono fondamentali. Bisogna parlare, creare eventi e organizzare campagne pubblicitarie per cercare di modificare quell’immagine stereotipata della donna che porta poi a questi episodi di violenza  che rappresentano ormai un fenomeno strutturale della nostra società , soprattutto negli ambienti familiari, lavorativi, tra gli amici. Una donna su tre ha subito almeno una volta nella sua vita una violenza e quindi è necessario l’impegno di tutti, enti locali compresi, per sostenere  iniziative che possano promuovere una cultura della non violenza, dei diritti e dell’uguaglianza, e dare un messaggio di cambiamento soprattutto ai più giovani”.

–  Come nasce il progetto delle “Tessitrici  contro la violenza”?

“Nasce dalla forza di una mamma la cui bambina ha subito una violenza. Nei momenti più bui madre e figlia hanno trovato conforto nel giocare con i colori, con la lana, nel lavorare perché sappiamo bene quanto la manualità possa rivelarsi terapeutica in casi come questi. Una storia che ha tanto da insegnarci e che aveva trovato spazio già in molte città del Nord Italia, per questo era giusto aderire,per colorare di rosa anche la parte meridionale del nostro paese”.

– Cosa si può fare in più rispetto a quello che è stato fatto?

“E’ fondamentale non fermarsi, andare avanti a promuovere queste iniziative che diventano degli irrinunciabili momenti di riflessione e condivisione, cercando di coinvolgere tutto il tessuto sociale al fine di aiutare sia chi ha subito simili atrocità, sia tutte le donne che lavorano in queste associazioni impegnandosi con grande energia”,

–  Una donna vittima di violenza come deve comportarsi, da chi può ricevere aiuto e assistenza?

“Un ruolo primario è affidato ai centri antiviolenza, ma non è facile affrontare situazioni così delicate. Per questo bisogna creare delle figure competenti che siano in grado non solo di fornire un primo soccorso indirizzando la vittima verso ospedali e strutture adeguate, ma soprattutto di fare emergere la violenza subita, e spesso non è facile perché rabbia e sensi di colpa spesso creano un vero e proprio muro del silenzio. Bisogna abbattere questo muro e liberare le donne dalla spirale della violenza e della disperazione”.

–  Qual è la situazione in Sicilia rispetto a questa delicata tematica?

“Attualmente è importante distribuire in modo equo i centri antiviolenza per permettere a chi ha subito un abuso di sapere dove andare e a chi chiedere aiuto. Nel mese di Agosto la Regione siciliana ha promosso una serie di importanti iniziative, come lo stanziamento di 26 borse di lavoro destinate alle vittime della violenza di genere e il finanziamento di una campagna informativa per arginare il fenomeno. Sono piccoli passi ma fondamentali per aiutare chi ha subito un’esperienza così dolorosa”.

 


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