Catania. Ex Piazzale Oceania e i soliti controsensi alla catanese maniera.
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Catania. Da poco riqualificata dovrebbe essere per i catanesi un punto di ritrovo allietato da piccoli sprazzi di verde che rendono l’ex piazzale Oceania un gradevole spazio condiviso. Ribattezzata piazza Cannavò, in memoria del compianto Candido, è stata resa rinnovata e resa alla cittadinanza esteticamente (o almeno questo era il proposito) più bella di prima. Peccato che troppo spesso, il suolo etneo viva di controsensi che ne deturpano l’anima, suscitando nei cittadini l’amaro in bocca del grottesco sorriso di chi non sa più cosa sperare.
A sollevare la polemica su piazza Cannavò, il consigliere Giuseppe Catalano, che nei prossimi giorni presenterà un’interrogazione per porre l’accento sulle contraddizioni del piazzale.
Campeggiano infatti, con fare inquietante, numerosi cartelli, uno per ogni aiuola, recanti l’esplicito divieto di sostare sulle aiuole, correlati dal seguente avviso: “SOLAIO CON PORTATA LIMITATA”.
Ora, ringraziando l’amministrazione per l’eccesso di zelo, riconoscendo che la prudenza non è mai troppa, cosa vuol dire esattamente il suddetto cartello? Di quanto è questa portata? Qual è il numero oltre il quale il solaio non reggerebbe? E perché se un solaio ha delle limitazioni tali da essere affisse come un monito, dovrebbe ospitare ogni sera decine e decine di famiglie?
La Stessa domanda verrà posta nei prossimi giorni al sindaco, proprio dallo stesso Catalano che ribadisce: -“ Non credo d’esagerare ponendo l’attenzione su questi cartelli. Cosa vogliono dire esattamente? Perché se ci sono aree inaccessibili queste non sono recintate? Il cartello è un deterrente? Esiste un effettivo pericolo? Può una piazza appena consegnata alla città avere un solaio a portata limitata?”
Ma questa si sa è Catania, croce e delizia dei suoi abitanti, ormai desolatamente abituati a frequentare solarium comunali costruiti su zone in cui è vietata la balneazione e piazze in cui è sconsigliata la fruizione…

Nicoletta Castiglione

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