In Italia si scoprono ogni giorno 1.000 nuovi casi di cancro. Quasi il 70% dei tumori, però, potrebbe essere prevenuto o diagnosticato in tempo. Queste le cifre relative al 2014 presentate dall’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM) che fotografano i numeri di una malattia socialmente importante, ma che tracciano anche i miglioramenti avvenuti nel tempo grazie alla ricerca. “Grazie anche a corsi di aggiornamento e approfondimento che puntano sulla multidisciplinarietà, essenziale per parlare di diverse patologie e problematiche” − commenta il dottore Filippo Fraggetta, Direttore del Dipartimento di Anatomia Patologica dell’Ospedale Cannizzaro di Catania e responsabile scientifico del corso “Specialist per non specialist: aggiornamenti in patologia ginecologica e mammaria” che si è svolto ieri all’Ospedale Cannizzaro di Catania.

Una sala colma di specialisti: medici chirurghi specializzati in anatomia patologica, oncologia, radiodiagnostica e ginecologia, tutti coinvolti in una giornata di formazione di altissimo livello grazie agli interventi della dott.ssa Giusy Scandurra (Oncologia Ospedale Cannizzaro Catania) e del prof. Gian Franco Zannoni (Università Sacro Cuore Cattolica, Roma). Tanti gli argomenti affrontati dai due relatori sulla base di un confronto continuo con i colleghi in sala: dall’importanza di una corretta valutazione del tumore al lavoro in sinergia, dall’utilizzo di nuovi farmaci all’importanza della morfologia, dell’ immunoistochimica e della diagnostica molecolare.

“I corsi di aggiornamento sono fondamentali perché mettono a confronto discipline  differenti che per troppo tempo hanno parlato linguaggi diversi e che invece devono avere un obiettivo comune. È necessario modernizzare tutta la diagnostica e la parte terapeutica del carcinoma dell’ovaio, dell’endometrio, della cervice che per troppo tempo sono stati trattati allo stesso modo. Lo scopo di questo corso è creare un’unica prospettiva, usando differenti angolature” − commenta il professore Zannoni.

Sulla ricerca e sull’uso dei farmaci biologici è intervenuta la dottoressa Scandurra: “Il vantaggio dei farmaci biologici è essenzialmente l’efficacia e la riduzione della tossicità in termini di sofferenza per la paziente che riceve un farmaco specifico al problema che presenta. L’integrazione tra vecchio e nuovo diventa dunque importantissima”.

“Sono molto soddisfatto – conclude il dottore Fraggetta − perché il segno che non solo i medici anatomo patologi ma di tutte le specialità hanno bisogno di rincontrarsi, di fare il punto della situazione, parlare la stessa lingua e di aggiornarsi in un clima che è allo stesso tempo scientifico ma informale”.

Scrivi