CATANIA – “Se qualcuno intende intimorire i Briganti, l’Amministrazione comunale, Catania, sappia che l’unico risultato che otterrà sarà quello di farci raddoppiare gli sforzi: andremo dritti per la nostra strada”.
Lo ha detto il sindaco Enzo Bianco durante un incontro svoltosi nella sede dei Briganti, l’associazione e società sportiva che ha in corso la procedura di affidamento dal Comune del campo San Teodoro di Librino, area al centro di una serie di attività che sta facendo rinascere il quartiere, compreso il “rammendo urbano” del Gruppo G124 di Renzo Piano. Nei giorni scorsi nella sede dei Briganti sconosciuti malviventi sono penetrati rubando attrezzi e devastando tutto e oggi è stata organizzata un’asseblea aperta ai cittadini al quale erano presenti, oltre a numerosi abitanti del quartiere, il Sindaco, il presidente dei Briganti Stefano Curcuruto e uno dei fondatori, Piero Mancuso, l’on. Andrea Vecchio, imprenditore e deputato nazionale, l’assessore all’Urbanistica Salvo Di Salvo, il prof. Carlo Colloca, sociologo dell’Università di Catania, Roberta Pastore, architetto del gruppo G124, il tenente Giuseppe Fiore in rappresentanza dei Carabinieri, accompagnato dal comandante della Stazione di Librino maresciallo Maurizio Prosperi, e Pierangelo Spadaro, presidente della Consulta giovanile.
“Spetterà alla magistratura – ha sottolineato il Sindaco – stabilire se questo furto fosse anche un’intimidazione, ma noi vogliamo rinnovare e rafforzare il senso di quest’iniziativa, che ha sempre più consensi e che deve vederci tutti uniti perché qui è stato ricostruito simbolicamente un pezzo della città che manca. Per questo la solidarietà che sono venuto a portarvi sarà concreta: già stamattina abbiamo cominciato a lavorare con l’assessore Girlando e i tecnici del Comune per stabilire cosa fare per la sicurezza individuando un percorso di perimetrazione, sistemi di videosorveglianza e iniziative in collaborazione con le forze dell’ordine per la vigilanza anche notturna, dell’area. Abbiamo parlato inoltre di opere che consentano di completare l’operazione di rammendo urbano, a cominciare da un raccordo con iniziative riguardanti il Palazzo di cemento che stanno finalmente per partire, nell’intento di creare un ponte con questa importante realtà”.
Per l’on. Vecchio a Librino occorre puntare su sport e scuola. “Il rugby – ha detto – è uno sport di altissimo contenuto morale e i Briganti stanno facendo uno straordinario lavoro. L’Amministrazione comunale sta conducendo una battaglia per creare a Librino, dove esistono scuole elementari e media d’eccellenza, degli istituti superiori. Purtroppo c’è un sordo ostruzionismo da parte di alcuni presidi, insegnanti e persino sindacati. Ma la scuola superiore avrebbe uno straordinario effetto nel limitare la dispersione scolastica”.
Piero Mancuso ha sottolineato la necessità di rivendicare per Librino “il diritto alla normalità, affinché, al pari di altri quartieri centrali, nascano qui servizi e infrastrutture indispensabili a evitare la marginalizzazione”.  E Di Salvo ha ripreso il discorso affermando che “Occorre lavorare per l’inclusione: Librino è Catania, non un luogo differente. Dobbiamo dunque aggregare sia a livello sociale sia a livello infrastrutturale” e ha ringraziato gli architetti Pastore e Corbia del G124 per “l’investimento professionale ma anche affettivo nel quartiere”.
“Agire qui – ha sottolineato Colloca – significa dare un importantissimo segnale per evitare la marginalità delle periferie. Non bisogna rimanere prigionieri di un’urbanistica ipocrita che emargina e cela ciò che è non viene considerato bello, senza interconnetterlo con il resto della città. Anche perché, poi, tante Librino le abbiamo anche nel cuore di Catania”.
Tra gli interventi quello di Giovanni Gallo, docente di informatica dell’Università, che ha aperto sul web una raccolta fondi per donare un manto erboso al campo dei Briganti.

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