Le opere provengono dalle collezioni Biscari e Benedettini

CATANIA – Domani,  alle 10.30, al Castello Ursino, l’assessore Orazio Licandro aprirà al pubblico per la prima volta l’esposizione permanente dei frammenti di affreschi romani custoditi tra le collezioni civiche del Museo civico cittadino, precisamente le collezioni Biscari e Benedettini .
Si tratta di sedici affreschi, selezionati da un numero complessivo di trentasette, provenienti dalle Catacombe di Domitilla di Roma, che sorgevano vicino alla catacomba di San Callisto, sullo stesso luogo dove vi era l’abitazione della nobile famiglia dei Flavi (I secolo). La storia di questi affreschi, prime espressioni di pittura paleocristiana, si intreccia con le dinamiche del collezionismo della Sicilia del Settecento e in particolare con l’interesse per l’antichità e il collezionismo del principe Biscari e dei monaci benedettini, che ne vennero in possesso. I frammenti furono staccati dai luoghi originari, proprio per il mercato antiquario, con la tecnica dello “stacco a massello”, che consiste nel segare i pezzi insieme all’intonaco e a una porzione del supporto murario per farne singoli “quadretti”.
I temi delle opere sono per lo più zoomorfi: la simbologia cristiana si nutre di una serie di leggende che prendono spunto dal comportamento e dalle sembianze degli animali.
Per l’originale esposizione di Castello Ursino è stato utilizzato lo spazio sotterraneo di scavo del maniero federiciano, considerato che queste prime espressioni di pittura paleocristiana adornavano le pareti e le volte dei cunicoli e dei cubicoli di cimiteri sotterranei.

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