di Agnese Maugeri

Catania – Nel cuore della città etnea esiste una casa, una villa, sconosciuta a molti, un luogo geograficamente vicino 1seppur rappresenti una nazione lontana, capace al suo interno di riunire due culture molto diverse.

Si tratta della Scuola Svizzera presente nella nostra città da 111 anni; fu nel 1895 che la famiglia Cafflish, fece arrivare a Catania un’insegnante svizzera per curare l’istruzione dei loro figli, a questi ben presto si aggiunsero altri bambini, nacque così il primo gennaio del 1904 la scuola svizzera.

Nel 1925 la comunità svizzera a Catania acquistò un terreno in via Renato Imbriani costruendo lì una dimora che non fosse solo una scuola ma un vero punto d’incontro, un circolo, per tutti gli svizzeri costituendo così la “Casa Elvetica”

Pur mantenendo una fetta grande degli iscritti di origine svizzera la scuola già a partire dagli anni 70 si è aperta accogliendo bambini di nazionalità italiana, assumendo un ruolo fondamentale, un collegamento tra la Sicilia e la Svizzera.11

Un edificio che già dall’aspetto somiglia più a una casa che a una scuola ma è esattamente questo il messaggio che la preside dell’istituto Loretta Brodbeck vuol divulgare, un ambiente familiare dove i bambini imparano e si divertono in un continuo scambio e interazione di culture. Laboratori didattici dove lavorare il legno, come da tradizione, una grande stanza con caminetto pronta ad accogliere le feste dei bambini e gli incontri del circolo elvetico, aule colorate piene di disegni e lavoretti tutti realizzati dai piccoli alunni e infine un grande cortile con alberi e giochi per potersi divertire.

31002_375315199213346_1846164849_nSono ben 17 le scuole svizzere riconosciute nel mondo, 6 in Europa, 2 in Asia e 9 tra il centro e sud America, quella di Catania è la seconda più antica subito dopo Bergamo. Ogni istituto fa capo a un cantone svizzero, nel caso della scuola svizzera – etnea il loro riferimento è il Canton Zurigo che li consiglia a livello didattico e che finanzia i loro progetti. Così è avvenuto per i lavori svolti recentemente all’interno della scuola, un piano di riqualifica degli spazi in modo da sfruttare al meglio le aree interne ed esterna alla casa per una maggiore ed efficace fruizione da parte degli studenti.IMG_4567

In occasione dei festeggiamenti per il 111° anno della scuola e per l’inaugurazione dei nuovi spazi adibiti alla didattica, dopo un importante lavoro di restauro, abbiamo incontrato la preside la quale ci ha mostrato e spiegato tutte le caratteristiche che rendono unica la scuola svizzera.

Una scuola familiare che sottostà alle regole ministeriali italiane restando però fedele alle tradizioni e alle direttive svizzere del Canton Zurigo. Com’è dovuta cambiare la scuola in questi anni e in cosa si differenziano i due metodi didattici?

«La nostra è una piccola scuola dove si inscrivono principalmente bambini figli di ex alunni o con un genitore tedesco o svizzero. Al momento ci sono 75 alunni tra scuola materna, elementare e media, questo numero esiguo è fortemente voluto da noi. In questi anni abbiamo redatto molti statuti ormai vecchissimi risalenti al secolo scorso e dal 2008 ci siamo iscritti all’albo regionale delle scuole non paritarie; per far ciò c’è voluta una documentazione particolare che ogni tre anni va rinnovata. Purtroppo non possiamo essere una scuola parificata perché siamo pur sempre una scuola svizzera in territorio straniero; ciò comporta che i nostri alunni alla fine del percorso, in III media, debbano affrontare gli esami da esterni presso la scuola media statale Cavour, grazie alla disponibilità della preside Marinella Leonardi. Questa è una bella sfida perché i nostri alunni fanno un doppio sforzo sin dall’asilo hanno un bilinguismo tedesco italiano, il primo approccio avviene alla materna in modo ludico imparando filastrocche , alle elementari iniziano poi a leggere e scrivere in tedesco non tralasciando la parte 2ministeriale italiana. In poco tempo portano a termine due programmi quello svizzero del Canton Zurigo a cui apparteniamo e quello italiano, ciò è possibile grazia proprio al fatto che le nostre classi sono molto piccole i bambini sono pochi e tutti vengono seguiti attentamente. Possediamo una bellissima chance quella di far convogliare i due programmi, quello italiano che culturalmente è molto vasto, e quello svizzero che prevede l’apprendimento mediante esperienza. Le faccio un esempio, le tabelline si imparano così bene in seconda elementare, in modo ludico e divertente, che non posso più essere dimenticate, oppure quando i bambini studiano il cubo, con il maestro svizzero nei nostri laboratori, lo costruiscono. Per questo è importante che i docenti siano molto affiatati e che si concordino per bene sul programma»

Com’è strutturato il team dei professori? Il bilinguismo si apprende sin dalla scuola materna ma, oltre al tedesco, si studiano anche altre lingue?2 copia

«Il nostro è un team internazionale e molto variegato sia dal punto di vista culturale che nel metodo disciplinare, ci sono insegnanti italiani, inglesi, svizzeri, francesi e tedeschi. I bambini studiano anche inglese e francese , il primo lo iniziamo in quinta elementare e a loro non viene difficile perché il ceppo è lo stesso del tedesco che già conoscono, inoltre l’inglese come si sa è di più facile apprendimento, quindi per impararlo diventa un gioco; il francese, invece, si inizia dalla prima media. Dalla I media gli alunni possono scegliere facoltativamente se far esami di tedesco del Goethe Institut con il rilascio poi di un certificato. Lo stesso accade per la lingua inglese con l’esame Cambridge. Inoltre la scuola promuove continui scambi culturali tra i nostri studenti e quelli svizzeri favorendo così la creazione di amicizie e gemellaggi tra la Sicilia e La Svizzera»

Una scuola svizzera a pochi passi dalla via Etnea cuore della città, com’è il rapporto con il vicinato 13catanese?

«Siamo sempre stati accolti benissimo dalla città di Catania io stessa sono un ex alunna di questa scuola così come i miei avi e ho bellissimi ricordi di sinergia e intesa tra noi e voi. Del resto in questa città c’è sempre stata una grossa presenza del circolo elvetico proprio perché ci troviamo a nostro agio e ben voluti. Nel 2004 in occasione del centenario abbiamo creato qui nella scuola un archivio storico del circolo e ho trovato tanti messaggi positivi nei confronti di questa città, un rapporto ottimo che ovviamente con gli anni è cresciuto diventando sempre più stretto»

Parliamo dei lavori di riqualifica degli spazi della scuola che il Canton Zurigo ha finanziato, cosa avete modificato?8

«Il nostro Cantone d’appartenenza ha patrocinato il progetto di restauro, ultimato in sei mesi, abbiamo modificato gli spazi esterni creando un plesso specifico per la scuola materna, inoltre usufruendo di altre stanze abbiamo ricavato nuove aule e laboratori didattici di musica, intaglio e pittura per i nostri studenti»

Proprio per festeggiare la fine dei lavori e i 111 anni della scuola avete organizzato una grande evento che ha visto ancora una volta unite la nostra terra e la lontana svizzera…

«Una festa di inaugurazione bellissima, anche se il tempo non è stato nostro amico. Abbiamo organizzato il tutto fuori nel giardino della scuola, alla cerimonia ufficiale hanno partecipato tutti i genitori e molti ospiti dalla svizzera tra ex alunni e autorità come il 4consigliere di Stato del Canton Zurigo Dr Thomas Heiniger che ha tagliato il nastro insieme a una nostra piccola alunna. Siamo stati lieti di ricevere anche il sindaco Bianco che ha espresso delle belle parole di stima nei confronti della nostra scuola e molti altri presidi e consoli. Tutti gli alunni hanno contribuito con spettacoli e danze rappresentando sia la cultura e il folklore della Svizzera che della Sicilia, un’allegria contagiosa che ci ha fatto dimenticare della pioggerella che ogni tanto ci coglieva di sorpresa. Inoltre è stata allestita nel salone principale una mostra dei 111 anni della scuola e anche dei nuovi spazi e dei lavori svolti, festeggiando così entrambi i lieti eventi».

Agnese Maugeri

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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