di Marco Spampinato. Foto servizio di Marco Spampinato

CATANIA – Una promessa è una promessa! E noi, a seguire la ciclo-pedalata che, per la prima volta, ha portato rappresentanti della Giunta di Palazzo degli Elefanti, con in testa il sindaco Bianco, e oltre un centinaio di ciclisti in partenza da piazza Duomo a “invadere” festosamente il Porto di Catania abbiamo partecipato in sella a una “motoretta” da non oltre 60 chilometri orari in ciclo extra urbano.

Non poteva andare meglio.
“Abbiamo l’imperativo di rendere questa città più vivibile e fruibile – esordisce, rilassato e sorridente, l’assessore alla viabilità Rosario D’Agata -.  Promuovere le passeggiate in bicicletta è un buon modo, tra gli altri, per attuare un progetto di vivibilità che tenga in debita considerazione l’ottimizzazione del piano viario in città e poi con giornate come queste, in bici o a piedi, può essere davvero una bella occasione quella di riappropriarsi di uno spazio importante com’è il Porto”.
Decine di cicliste e ciclisti, inclusi alcuni piccoli sportivi, sono tutt’intorno. Il punto di “raccolta” dopo la partenza da piazza Duomo, è il bar che, all’interno del Porto, si affaccia sul mare e invita a proseguire fino ad ultimare la percorrenza del molo di Levante. Le banchine sono pulite, polizia e sevizio d’ordine coordinato dalla Autorità portuale presenti ed operativi. Non manca nulla. Un buon impatto. Pensiamo, ancora una volta, ma il tempo permetterà di rimediare potenziando i servizi, alla necessità di proporre bagni chimici aperti alla fruizione di tutti.
Chiediamo all’assessore D’Agata, usualmente disponibile, di fare il punto sulle polemiche delle scorse settimane, con Confcommercio Catania e con la ferrea determinazione, da parte di questa importante associazione di commercianti nazionale ben ramificata anche sul nostro territorio urbano, di chiedere, a viva voce,  un sostanziale miglioramento del piano viario cittadino nel rispetto anche delle esigenze di centinaia di esercizi commerciali già in crisi profonda e che si lagnano delle ulteriori difficoltà indotte dai periodi di chiusura al traffico di intere zone della città.
“Siamo, e restiamo, aperti a ogni dialogo possibile – dichiara prontamente D’Agata, pur dovendo ammettere, restando in silenzio, che tale concertazione non è stata adottata in maniera preventiva – Le esigenze dei commercianti ci stanno a cuore. Ma il piano viario, e l’ottimizzazione dei servizi per i cittadini, prevede che un’Amministrazione attenta tenga in debita considerazione le esigenze di tutti, ciclisti, sportivi, famiglie incluse”.

IMG_4732Più parcheggi, bagni chimici finalmente presenti è una pista ciclabile reale e colorata, così da evidenziarsi, sulla sede stradale? Le chiusure domenicali del Lungomare, l’attuazione di varie ciclo-pedalate, inclusa quella di quest’oggi al Porto, ci hanno fatto notare quali siano le cose da realizzare e le altre da migliorare e, senz’altro, i tre aspetti evidenziati nella sua domanda saranno trattati e, in prospettiva di un tempo non lungo, realizzati”. Entusiasta e semplice D’Agata sembra crederci fino in fondo, davvero. E noi apprezziamo lo slancio e la buona fede: gli crediamo.

Usciti dal Porto apprezziamo il sole in fronte a una città a un tempo ancora sonnacchiosa ma, non di meno, dinamica. È una domenica da pasticcini per il pranzo in famiglia, da caldarroste, visto il periodo e nonostante i 28 gradi caldi seppur ventilati.
Per il resto certa maleducazione non cessa. Come non si è mai troppo propensi all’educazione civica e stradale. Nei pressi di piazza Giiovanni XXIII i pedoni attraversano, a decine, senza guardare e lontani dalle strisce pedonali noncuranti del traffico stradale. Sul Lungomare un’auto taglia la strada ai mezzi provenenti, in senso opposto e marcianti in direzione Ognina, taglia la strada con manovra pericolosissima per entrare nel piccolo borgo di San Giovanni li Cuti, peraltro chiusa al traffico con ordinanza comunale.
In piazza Mancini Battaglia, soprastante il porticciolo di Ognina, le auto realizzano improvvise inversioni ad “U” senza neppure azionare la freccia. Tutte manovre che, abbisognerebbero una multa esemplare e il ritiro della patente per almeno tre mesi. Questo pensiamo quando un ulteriore mezzo ci potrebbe creare nocumento tagliando, con manovra “direttissima” il Lungomare provenendo dalla piazzola antistante l’istituto Nautico per immettersi, nella corsia opposta, con tempismo alla Starsky & Hutch durante un inseguimento degno di un telefilm. Siamo fortunati e nessun incidente si verifica. La gente andrebbe educata, ad ogni costo.

IMG_4726Ciò rimarcato, e malgrado tutto, lo viviamo da cronisti, anche questa domenica, il Lungomare di Catania. E abbiamo un sogno, condivisibile: mentre annotiamo centinaia di persone, soprattutto piccoli gruppi di famiglia, passeggiare, altre decine impegnati in salutare corsetta, altri ancora pronti a godere di un bagno di sole prima del tuffo in acqua lo immaginiamo, questo luogo, finalmente degno del suo potenziale. Domani potremmo ritrovarci in un Lungomare degno di Miami, con servizi e opportunità per la gente. Basterebbe, forse, togliere da un lato delle carreggiate la striscia di sosta per le auto e renderla fruibile per i ciclisti e permettere un ritorno, in senso opposto di marcia, dal Viale Alcide De Gasperi…chissà. E magari, al Comune, si siede fanno presto a un tavolo con associazioni ambientaliste, sportive e dei commercianti per una promozione di alto profilo e tout court della città di Catania.

Poco prima di lasciare il Porto avevamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con un raggiante Enzo Bianco, ciclista anche lui assieme agli altri “Non uso quel maglione verde al quale lei si riferisce da tempo, e poi, con una giornata del genere non potrei proprio indossarlo. Magari, rispetto a qualche anno fa, ho qualche chilo di troppo ma la bici è quella storica e, come vede, riesco sempre a sollevarla”. Annotiamo, sorridiamo anche noi, e speriamo di vedere la Catania immaginata, a piedi, rispettata dagli automobilisti, o ideale per un giro in bici, finalmente trasformata in città reale. Non è difficile, basta crederci davvero.

 

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