di Graziella Nicolosi

CATANIA – Sopralluoghi settimanali nelle aree della città in cui si lamentano situazioni di degrado: è quanto promette l’assessore al Decoro urbano del Comune etneo Salvo Di Salvo, che ne giorni scorsi ha voluto rendersi conto personalmente dello “stato dell’arte” in  alcune zone.

Prima tappa largo Rosolino Pilo, dove si è stabilito di effettuare una operazione di pulizia straordinaria e ripristino dell’impianto di irrigazione delle aiuole, oltre alla sistemazione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti. In particolare, l’assessore ha riscontrato l’interesse dai residenti per il progetto ‘Catania Agorà’, con cui si vogliono affidare le aiuole e gli spazi comuni a chi sia disposto ad occuparsene.

Il sopralluogo è proseguito nella zona compresa tra  via Scandurra e  via Canfora, dove i cittadini hanno segnalato l’abbandono di rifiuti da parte degli stessi operai di una ditta impegnata in lavori edili. I responsabili, individuati con l’aiuto dei Vigili urbani, hanno ammesso di aver scaricato il materiale, e sono stati multati, con il contestuale obbligo di pulizia dei luoghi.

Ultimo intervento dell’assessore in via Galileo Galilei (nel quartiere di Nesima superiore), dove si è stabilito di effettuare una pulizia straordinaria.

L’interesse dei cittadini verso la manutenzione del verde pubblico non è nuovo a Catania, dove più volte si sono trovati a supplire alle mancanze delle istituzioni, aggravate dalle note difficoltà delle casse comunali. È il caso dei club service: basti pensare alla rotonda situata alla fine di via Nuovalucello, donata lo scorso anno alla città dal Lions Catania Gioeni in collaborazione con il  Leo Club. E si potrebbe continuare con le numerose iniziative di “volontariato ambientale” realizzate dai Marines della base Usa di Sigonella, impegnati periodicamente in operazioni di pulizia a Catania e nel territorio pedemontano.

Come spiegano dal servizio “verde pubblico” del Comune etneo, “esistono due possibilità per i cittadini di partecipare alla cura delle aree a verde. La prima consiste nella semplice concessione della manutenzione a privati o associazioni interessate, senza alcun desiderio di farsi pubblicità”. Ne è un esempio l’attività di un gruppo di condomini di via Fiducia (zona Barriera), che da qualche tempo curano le aiuole poste davanti alle loro case. “La seconda modalità – proseguono dal Comune – è quella di una vera e propria sponsorizzazione, per cui esiste un apposito ufficio che accoglie le manifestazioni d’interesse dei privati. In presenza di tali manifestazioni, si decide se emanare un bando pubblico aperto a tutti, al cui termine concedere il bene alla gestione del privato, in cambio della sponsorizzazione”. Casi del genere si ritrovano in un’area di sgambamento cani all’interno del parco Gioeni e in un’aiuola vicino l’aeroporto di via San Giuseppe La Rena.

La pratica di affidare la gestione del verde pubblico ai privati – che al Nord esiste da anni – solo da qualche tempo sta prendendo piede in Sicilia. Mentre infatti Comuni come Milano riportano con dovizia di dettagli sul proprio sito internet le varie modalità di partecipazione, e l’elenco completo delle aree verdi pubbliche già sponsorizzate e da sponsorizzare, in Sicilia esistono solo timidi e recenti tentativi, che vanno dal comune di Vittoria nel ragusano a quello di Piedimonte etneo nel catanese, che permettono entrambi di “adottare un’aiuola”.

Capoluoghi di provincia come Messina hanno adottato solo nel 2013 una delibera per la “Concessione in uso gratuito temporaneo di aree a verde”, mentre a Palermo è dei giorni scorsi un incontro pubblico indetto dai cittadini per sollecitare l’amministrazione comunale ad un ruolo attivo nella cura del verde, per cui da anni esiste una bozza di regolamento mai attuato.

Anche a Catania è auspicabile un maggior coinvolgimento dei residenti. Di certo non mancano le zone bisognose di intervento: fra quelle che meriterebbero maggiore attenzione, vale la pena ricordare l’area antistante il monumento ai caduti di piazza del Tricolore, alla cui manutenzione sarebbero interessate alcune associazioni combattentistiche e d’armi della città.

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