“Una vergogna ritenere Ventrone responsabile degli infortuni. Si tratta di un professionista, non può rompere i giocatori”. Questo dichiarava l’addì del Catania, Pablo Cosentino, neanche troppo tempo fa, dopo la gara casalinga contro il Crotone, tornando a parlare alla stampa dopo più di un mese di silenzio, lamentandosi dell’arbitraggio e delle critiche arrivate all’ormai ex preparatore atletico rossazzurro Ventrone da giornalisti e tifoseria.

Cosa è cambiato ieri, dopo la sconfitta interna subita per mano del Frosinone di Stellone, abile ad approfittare di una squadra spenta fisicamente, ma anche dal punto di vista motivazionale?

La responsabilità dei tanti infortuni capitati in questa stagione è stata attribuita al buon Sannino, dimissionario dopo la trasferta disastrosa di Livorno. Dichiarazioni probabilmente troppo accese (“vorrei avere una squadra al completo da allenare” diceva Sannino) hanno rovinato il rapporto tra l’allenatore e Ventrone, oltre che con la stessa società. Sarebbe stato il tecnico di Ottaviano quindi in passato il problema, ma adesso? Sono i risultati a parlare. E alla fine hanno dato ragione proprio all’allenatore tanto amato dai tifosi. Ventrone da oggi non è più il preparatore atletico di questa squadra. La scelta si traduce automaticamente nell’ennesimo mea culpa da parte della società, e più specificatamente da parte di chi dovrebbe essere l’uomo delegato da Pulvirenti per prendere le scelte più importanti per il suo giocattolo.

Giocattolo malridotto, vista la classifica, visto anche il restyling invernale, con un rinnovamento che sulla carta doveva portare ad una totale ripresa della classifica e al ritrovamento dell’entusiasmo da tempo smarrito dai tifosi che nei fatti non ha portato ad una totale cambio di marcia. La cura ricercata sul mercato ha prodotto in due partite (contro Pro Vercelli e Perugia) il massimo risultato, fin quando, dopo il rinvio della gara contro il Modena e il pari contro il Crotone, le avvisaglie di un nuovo crollo fisico da parte dei giocatori hanno fatto scattare l’allarme. Non sarà che le metodologie di lavoro del preparatore atletico non vadano bene per questa squadra?

Neanche a pensarlo, che a Torre del Grifo si presenta Massimo Neri, pronto a dirigere con Marcolin gli allenamenti del gruppo rossazzurro.

Logico che chi da tempo chiedeva la testa di Ventrone, oggi s’impunti ulteriormente dopo averla ottenuta dopo mesi di polemiche e gravi contestazioni che hanno fatto precipitare il Catania troppo in fondo nella classifica di Serie B, facendo vivere un nuovo incubo dopo l’ ulteriore fallimento della scorsa stagione  tutta la tifoseria, ma anche la stessa dirigenza che a lungo ha continuato a difendere il suo impiegato. Altrettanto ovvio chiedersi se ulteriori conseguenze potranno scuotere l’ambiente etneo. Marcolin, sarà confermato nonostante le prime critiche ricevute? E Cosentino, che più volte in passato ha dichiarato che finchè sarebbe stato ad del Catania, Ventrone sarebbe stato il suo preparatore atletico, tornerà sui suoi passi, smentendo di fatto le sue stesse parole e rimanendo al suo posto o terrà fede al suo credo?

Nonostante tutto, l’ultima mossa per salvare il Catania è stata tentata, le partite diminuiscono, il rischio aumenta. L’ambiente, compatto, dovrà sostenere certamente i mesi più caldi degli ultimi anni, forse anche più caldi della recente debacle dello scorso anno. La salvezza è possibile, un miracolo, e quindi il raggiungimento dei playoff, per quanto difficile appaia, non è irrealizzabile fin quando i numeri non daranno il loro inesorabile verdetto. Gli errori, presto o tardi, sono stati ammessi. Se sarà stato “troppo” tardi, lo dirà solo il campo.

 

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