Eduardo Reitano

Barbanti (Gruppo Misto): “L’omissione dei lavori hanno causato il deterioramento dell’Anfiteatro determinando il pericolo di crollo. La Procura di Siracusa, per lo stesso principio, ha disposto il sequestro del Castello Svevo di Augusta e oltre ai dirigenti, anche il residente della Regione Siciliana Rosario Crocetta è indagato insieme all’ex governatore Raffaele Lombardo per omissione di atti d’ufficio e danneggiamento. Di certo questo principio non sfuggirà ai ministeri interrogati.”

ROMA – Strutture di supporto che sono un vero pericolo, acqua che viene giù dal soffitto, odore nauseabondo di fogna. Questo è l’Anfiteatro romano di Catania, una delle maggiori arene del perimetro dell’impero romano, costruita tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo e oggi ridotta in un ammasso fatiscente. E’ la scena che ci si trova davanti  appena superato il piccolo cancello che divide la porzione visibile da piazza Stesicoro, visitabile da cittadini e turisti, dal resto della struttura. Chiusa per questioni di sicurezza che coinvolgono non solo privati cittadini, ma anche le maggiori istituzioni del capoluogo etneo, il Comune, la Curia, l’Università. Schermata 2016-02-19 alle 13.06.39
E così grazie ad un’inchiesta pubblicata da Viola Post la scorsa settimana, firmata da Debora Borgese, il caso finisce in parlamento. L’ on. Sebastiano Barbanti (Camera dei Deputati – Gruppo Misto) ha presentato un’interrogazione parlamentare  per “sapere se il Governo ne sia a conoscenza e quali iniziative urgenti intenda assumere per favorire una positiva soluzione; se i finanziamenti del Cipe, in relazione ai quali è stata prospettata l’ipotesi del commissariamento, abbiano interessato il progetto relativo alla rete fognaria ubicata nei pressi dell’Anfiteatro Romano di Catania; quali ulteriori iniziative il Governo, per quanto di competenza, intenda assumere affinché si possa intervenire per garantire la messa in sicurezza del monumento romano considerato l’evidente stato di negligente abbandono”.
Così mentre i parlamentari catanesi latitano ci pensa l’on. Barbanti, che catanese e siciliano non è, a intervenire attivamente in difesa dell’anfiteatro romano che versa in uno stato penoso.
“Mi sembra il minimo – dice il parlamentare – quando si possiede un immenso patrimonio artistico e culturale che non viene tutelato e valorizzato in modo opportuno per rilanciare il meridione, con la sua bellezza e la sua storia. Il modo in cui è stato abbandonato il vostro anfiteatro, nel silenzio delle istituzioni, mi ha profondamente amareggiato perché ho inteso queste gravissime negligenze come un oltraggio nazionale.”

Siamo però di fronte a un bene che appartiene alla Regione, fino a che punto i ministeri interrogati potranno effettivamente intervenire?
“Come abbiamo potuto rilevare – prosegue Barbanti –  l’anfiteatro romano di Catania rischia il collasso. Essendo un monumento sotterraneo sul quale è stata ricostruita un’importante porzione del centro storico, si teme con tutte le ragioni del caso l’incolumità degli abitanti. I mancati interventi relativi al pericolo di crollo della struttura potrebbero appellarsi al principio secondo cui i proprietari di un bene immobile di notevole importanza monumentale hanno obblighi giuridici disciplinati dal codice penale, civile e amministrativo che impongono funzione di vigilanza e tutela nell’ambito costituzionale di tutela del patrimonio storico e artistico del paesaggio della Nazione”.
L’omissione dei lavori hanno causato il deterioramento dell’anfiteatro determinando il pericolo di crollo. La Procura di Siracusa, per lo stesso principio, ha di recente disposto il sequestro del Castello Svevo di Augusta e, oltre ai dirigenti, anche il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta è indagato insieme all’ex governatore Raffaele Lombardo per omissione di atti d’ufficio e danneggiamento. Di certo questo principio non sfuggirà ai ministeri interrogati.”
Come è noto l’Osservatorio turistico della Regione Siciliana del 2012-13 ha rilevato che l’interesse turistico predominante risulta essere il settore archeologico. Pertanto anche l’anfiteatro romano di Catania dovrebbe rientrare nelle strategie di recupero e fruizione.
“Il settore archeologico dell’intero PaeseSchermata 2016-02-19 alle 13.11.12 – riprende Barbanti – andrebbe potenziato e incentivato in senso generale. La Regione Siciliana e l’intero Sud Italia necessitano maggiore supporto sia per quanto concerne le attività di scavo di terra che per l’archeologia subacquea perché credo che siano ancora molti i tesori che dobbiamo portare alla luce”.
“Inolte – dice – ritengo indispensabile intensificare interventi di tutela per salvaguardare opportunamente il nostro patrimonio storico, artistico, monumentale e culturale. Il caso dell’Anfiteatro romano di Catania è un affronto per il grande potenziale che possiede a cominciare dagli sbocchi occupazionali che si verrebbero a creare per il ripristino, la manutenzione e la gestione della forte attrattiva turistica. Opportunità sottratte ai giovani siciliani, agli addetti ai lavori specializzati e ai ricercatori. Le stesse opportunità che vengono sottratte alle strutture ricettive, ai punti di ristoro e all’economia generale della città di Catania che potrebbe incrementare notevolmente gli indotti se si riuscirà ad avviare i lavori per renderlo fruibile interamente.”
Purtroppo con i tempi che corrono c’è poco da essere fiduciosi.
“L’importante – conclude Barbanti – è crederci e continuare a difendere il preziosissimo Anfiteatro romano di Catania. I cittadini si sono sempre dimostrati particolarmente sensibili a queste tematiche e ben venga lo sprone ad istituzioni e amministrazioni a realizzare interventi mirati per tutelare, salvaguardare, valorizzare e creare indotti a beneficio della collettività attraverso la bellezza”.

E.R.

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