Riceviamo e pubblichiamo.

CATANIA -Sull’importanza sul valore di Castello Ursino, non credo vi sia bisogno di aggiungere o ribadire , solo semmai ricordare ai distratti, che dei pochi “Federiciani” in essere, uno è proprio qui a Catania . E’ un fatto che tale monumento abbia subito amputazioni enormi rispetto a “rifacimenti” che, a detta anche di “intenditori”, ne hanno deturpato filologicamente contenuti e racconto architettonico , sta di fatto che il Federiciano Ursino, è tra i pochi castelli imperiali di “nuova” impostazione ed edificazione voluti e fatti erigere proprio sotto la guida di Federico II presenti qui in Sicilia. Quello che ci porta redigere questa nota ed a esprimervi tutto il nostro sconforto è (grazie alla coincidenza con la attuale mostra di Chagall) ,è la constatazione dell’uso o forse sarebbe meglio dire “abuso” che si fa di tale importante monumento cittadino , allo stato attuale declassato al semplice ruolo di “Museo” , sorte immeritata per uno dei simboli non solo della città, ma anche, e per eccellenza , di quella epopea medievale che i castelli Federiciani rappresentano al meglio nella storia medievale e della nostra isola. L’Ursino quindi, meriterebbe assurgere a protagonista e esclusivista di iniziative ,mostre e quant’altro che lo ricordino a tutti (ivi inclusi la ns amministrazione ) per quello che è , una rarità , grazie al suo specialissimo artefice e titolare non a caso citato ai posteri come ..“Stupor Mundi”. Succede invece che il nostro amato Federico II ed il suo grandioso castello Ursino siano tenuti in ostaggio di una politica di fruizione discutibile e forse di dubbia legittimità , non comprendiamo come sia possibile che visitare il più importante monumento storico di Catania ,ricordiamolo di proprietà del demanio e in concessione al comune , sia di fatto stato reso una pratica onerosissima rendendola prerogativa per pochi privilegiati

Se voleste andare a visitarlo oggi , alla stregua di politiche da Centro Commerciale , lo troverete a pagamento con la formula del prendi uno (per forza) e paghi due (sempre per forza) ” , il visitatore suo malgrado interessato al solo castello dovrà acquistare un biglietto unico del ragguardevole costo di euro 12,00 , contro i 5,00 del prezzo di visita normali , e 3,00 se residente (mai sentito ricordare ai residenti dagli addetti ! ). Questo odioso dictat è ,a nostro avviso, una pratica di legittimità dubbia , l’esempio di altri siti monumentali usati “anche” come museo è facilmente riscontrabile in molte città , dove il ticket per la visita al monumento viene distinta dal costo del biglietto dalla mostra o mostre di turno.
Se poi parliamo di visite didattiche o gite di istruzione, con finalità di educazione civica e storica per i bambini e alunni ,la situazione non migliora , i bimbi o meglio le famiglie, a tutti i costi da sommarsi (pullman, guide , soste etc) pagheranno per accedere al sito euro 5,00 contro i 2,00 normali , e dati i tempi dove i budget di moltissime famiglie non arrivano a…metà mese questa visita diviene sempre più ardua se non impossibile La situazione in prospettiva non volge a bello , giacche tale balzello per adulti e bambini che risiedono in terra di Sicilia o Catania rischia di divenire ,neanche una diminuzione temporanea , ma a lungo termine visto che le mostre come durata si allungano nel tempo , e si succedono , sembra infatti che se sino al 16 febbraio 2016 data di chiusura di Chagall Federico sarà per pochi , si parla di un dopo chagal con altra iniziativa . Risultato il castello Federiciano lo “racconteremo” oppure pregheremo che la promozione attuata dallo stato circa la prima domenica del mese sui musei , non cessi e che noi per quella unica data superstite , si stia bene in salute, per poterci recare finalmente alla visita del nostro amato e elitario Ursino.
Ci auguriamo che tale lettera trovi qualche sponda autorevole che possa aiutarci a portare a compimento una missione riteniamo possibile , ovvero quella di restituire il bene collettivo di castello ursino alla collettività , impegnando gli uffici competenti a introdurre il costo della visita “almeno” distinta tra le diverse fruizioni.
Francesco Schillaci,  presidente Ass. Centro Turismo Ambientale Sicilia
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