CATANIA – Dopo nove mesi di intense attività e dalla sua costituzione l’Accademia italiana cerimoniale immagine e comunicazione (A.i.c.i.c.), mercoledì 5 novembre si è presenta ufficialmente, nella sala conferenze dell’Istituto alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania, al territorio nazionale, regionale e locale con l’organizzazione di un convegno “Il cerimoniale e la comunicazione: fattori di sviluppo per un principio di legalità”.
Dopo l’apertura dei lavori del dirigente scolastico Daniela Di Piazza, il prof. Antonio Torrisi dell’Istituto superiore di studi musicali “Vincenzo Bellini” di Catania, accompagnato dall’allievo trombettista Salvatore Brischetto, ha spiegato l’uso della tromba in un così solenne e doveroso momento dedicato all’inno di Mameli.
Il presidente dell’A.i.ci.c. Francesco Raneri, nel suo intervento, ha individuato il cerimoniale come presupposto imprescindibile per attenersi alle norme, alle regole ed al protocollo e, quindi, ad un principio di legalità. Da ciò il coinvolgimento della scuole rappresenta un pilastro fondante nella crescita dell’individuo per una corretta educazione e formazione.
Dopo i saluti dell’ambasciatore della Lettonia Artis Bertulis, manifestati dal console onorario della Lettonia Nunzio Santi Di Paola, è intervenuta Silvana Genova capo del Cerimoniale della Presidenza della Regione Siciliana, con alcune note: “Il cerimonialista è come un’artista, dotato di virtù innate, che si perfeziona tramite lo studio, la conoscenza, l’esperienza sul campo ma soprattutto attraverso il buon senso; nell’ambito della rappresentanza degli interessi istituzionali, il cerimoniale diventa strumento di buona comunicazione per il perseguimento di obiettivi comuni nelle amministrazioni pubbliche e private”.
A seguire la lectio magistralis del procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Roma, Luigi Ciampoli che ha apprezzato il titolo del convegno per la sua completezza, giacché in esso si trova il principio di tutta la società relativo a norme, comportamenti e procedure.
Ciampoli ha asserito <<Il principio di legalità ha come sua linfa vitale il cerimoniale, la ricerca dei valori e il contemperamento dell’arroganza e della vana gloria>>.
Nel successivo intervento, il generale di brigata nella Guardia di finanza, Teodoro Giovanni Risino ha individuato tra i mali della società contemporanea le attività illecite come contrapposte ad una imprenditoria basata sulla correttezza e sul rispetto della legalità. A tal proposito risulta importante la cooperazione tra i cittadini e le autorità competenti, prezioso ausilio per la collettività.
Una particolare testimonianza è stata resa dalla psicoterapeuta Simona Carfì che ha dato voce a chi non ha ancora voce per parlare; si tratta del rapporto tra embrione e mamma, un rapporto basato su una comunicazione che passa attraverso l’emozione ed il sentimento e non tramite la regola linguistica. All’emozione ed al sentimento si aggiunge l’apprendimento del linguaggio che percorre diverse fasi dello sviluppo formativo scolastico.
Il convegno si è concluso con il coinvolgimento di alcuni studenti delle scuole primarie, secondarie ed università chiamati a dare un personale contributo sui vari aspetti del cerimoniale – ospitalità, accoglienza e comunicazione – poiché proprio dalle scuole inizia un cammino di formazione nel rispetto delle regole e delle buone maniere.
Il convegno inaugurale è stato seguito da oltre 300 persone comprese le autorità civili, militari, i consoli di Grecia, Lettonia e Malta, le forze di polizia, le scuole di ogni ordine e grado e i club service.
L’iniziativa è stata patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dalla Presidenza della Regione Siciliana, dall’Assemblea regionale siciliana, dal Comune di Catania, dal Libero consorzio comunale (ex Provincia regionale), dall’Università di Catania, dall’Istituto internazionale di diritto nobiliare, storia ed araldica, dall’Associazione nazionale arma di cavalleria – Sezione provinciale 22° cavalleggeri di Catania.
Riconoscenze per l’iniziativa e per la nascita dell’Accademia sono giunte dal ministro dell’Interno Angelino Alfano e dal dirigente Ufficio onorificenze ed araldica della Presidenza del consiglio dei ministri Francesco Galetta.

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