Daniele Lo Porto

CATANIA – «Questa città ha bisogno soprattutto di legalità, di recuperare il senso della legge e soprattutto della giustizia. Abbiamo una città che è soffocata dalla criminalità mafiosa che sta spiazzando l’imprenditoria sana. Abbiamo bisogno che le cose cambino. Assolutamente». Questo il primo, forte messaggio lanciato dal nuovo procuratore della Repubblica a Catania, Carmelo Zuccaro. Una nomina quella del CSM che una volta tanto sembra non provocare polemiche e riscuote unanimi consensi, così come fu per il precedente procuratore, Giovanni Salvi, che non a caso fu scelto anche per la sua estraneità al “territorio” e alla “società” catanese, dopo che i rapporti di alcuni alti magistrati avevano fatto adombrare sospette prudenze da parte degli organi giudiziari etnei in indagini particolarmente delicate, tra queste, non certo unica e ultima, quella sui rapporti tra l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e organizzazioni criminali. Processo che si è concluso con la condanna in primo grado per concorso esterno.

Particolarmente attesa era quindi la designazione del primo procuratore del “dopo Salvi”: nel segno della continuità o con un rischioso ritorno al passato? Carmelo Zuccaro, da sempre lontano dai salotti buoni e da quelli della politica, pur catanese a tutti gli effetti, non ha riserve che possano benché minimamente mettere in discussione l’autorevolezza del suo ruolo, anche per lo stile di vita misurato e prudente, così come lo è Michelangelo Patanè che ha “traghettato” la procurato da un Salvi a Zuccaro.

E autorevole è stato il suo primo intervento pubblico, in occasione dell’insediamento ufficiale, stamattina al palazzo di giustizia di Catania, che in anni non lontanissimi fu avvolto da polemiche, dubbi, sospetti, ma che ha anche accolto magistrati di altissimo profilo, come lo stesso Zuccaro ha ricordato.

«Il procuratore Salvi – ha sottolineato il suo successore – ha operato in maniera formidabile in questa città. Ha fatto un lavoro di squadra motivando benissimo le persone e alcuni risultati che sembrano individuali sono in realtà di squadra. La nomina mia e quella del collega Bertone a Caltanissetta, in due delle Procure Distrettuali più importanti, è il risultato di questo lavoro di gruppo. Credo che sia questo lo spirito nella scelta del Csm, una nomina fatta nel segno della continuità».

“Pur essendo consapevole della difficoltà sono orgoglioso e felice -continua il nuovo procuratore capo – la Procura di Catania costituisce una squadra di formidabile qualità, per una tradizione risalente nel tempo, io posso fare riferimento ai tempi in cui un grande magistrato, che io ricordo con commozione, Giuseppe Gennaro, raccoglieva le deposizioni dei collaboratori di giustizia per avviare il primo maxi processo che a Catania stroncava definitivamente, almeno per un paio di anni, le cosche che avevano creato un bagno di sangue tra Paternò e Biancavilla. Ricordo Gabriele Alicata, un grandissimo magistrato che ha portato la Procura di Catania a traguardi più efficienti ed efficaci e poi la Procura retta da Mario Busacca e da Enzo D’Agata e da ultimo Giovanni Salvi, un magistrato che ha fatto di questa Procura una grande squadra che ha conseguito risultati che il procuratore della Direzione nazionale Antimafia Carlo Caponcello (da qualche settimana nuovo avvocato generale) ha definito straordinari”. “E’ una Procura che si avvale di magistrati che fanno sentire forte il senso dello Stato in questi uffici e a questo si aggiunge un personale amministrativo che riesce a sopperire alle gravi carenze con impegno e passione, ricevendo il plauso degli ispettori ministeriali. Da soli non si consegue alcun risultato, i risultati si conseguono solo se la squadra funziona, ed è alla squadra che io faccio appello e traggo da questa squadra conforto per puntare ai traguardi che questa squadra si prefigge. Per produrre questi risultati è necessaria la collaborazione con il Tribunale, mi ricordo quando l’attuale presidente elaborò un importante protocollo per le udienze, sono stato veramente orgoglioso di trovare un presidente del Tribunale ben consapevole delle difficoltà organizzative di questo ufficio e del fatto che bisognava lavorare insieme”.

Il procuratore Zuccaro ha sottolineato l’impegno e i risultati della Procura etnea contro i trafficanti di essere umani, con l’indispensabile sinergia con la marina Militare e le Capitanerie di porto

Un augurio, alla fine: “Forte dell’appoggio di questa squadra, di questa sinergia di forze, mi accingo ad assumere questo compito al quale dedicherò tutto il mio impegno professionale. Desidero che Catania dia una risposta alla sete di giustizia che sia sempre più efficace”.

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